Cherif Chekatt ucciso in uno scontro a fuoco: l'Isis rivendica

L'autore della strage di Strasburgo si era nascosto nel quartiere di Neudorf. Aveva con sé una pistola e un coltello. L'Isis rivendica

Il terrorista ha obbligato un tassista a farlo scappare

Il terrorista ha obbligato un tassista a farlo scappare

globalist 13 dicembre 2018

Si era nascosto praticamente nei pressi della sua casa senza essersi mai allontanato dalla città: Cherif Chekatt, il killer di Strasburgo, è stato ucciso in pieno quartiere di Neudorf, dove aveva fatto perdere le tracce 48 ore fa dopo l'attentato commesso nel mercato di Natale.
La ricostruzione del ministro
"Un equipaggio della BST, Brigata specializzata sul terreno, ha avvistato un individuo davanti al numero 74 della rue Lazaret che corrispondeva alla segnalazione. L'hanno fermato, lui si è voltato aprendo il fuoco contro i poliziotti, che hanno risposto, neutralizzandolo": questa la ricostruzione del blitz che ha messo fine alla fuga di Cherif Chekatt questa sera a Strasburgo, resa dal ministro dell'Interno, Christophe Castaner. Che ha aggiunto di essere, "questa sera, fiero delle forze dell'ordine".
La rivendicazione dell'Isis
Poco dopo la notizia della morte l'Isis ha rivendicato l'attacco di Parigi definendo Cherif Chekatt "soldato" dello Stato Islamico. 
Tuttavia, anche se la rivendicazione è autentica, c'è da capire se sia vera, visto che al momento non c'è alcun elemento per affermare che il terrorista sia stato in collegamento diretto con qualche cellula dello Stato Islamico.

Aveva detto che voleva vendicare i morti in Siria


Cherif Chekatt, il presunto attentatore di Strasburgo, avrebbe detto di aver "ucciso per vendicare i fratelli morti" in Siria: è quanto scrive il quotidiano Le Parisien, citando una testimonianza del conducente del taxi su cui il terrorista è fuggito dopo la mattanza in centro.
Sempre secondo il giornale, Chekatt ha lasciato libero il tassista solo dopo che questi si è professato "musulmano praticante" e rispettoso della "preghiera".