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Sicurezza della Internet Of Things e dell'intelligenza artificiale

Come scoprire le vulnerabilità della Internet Of Things e dell'intelligenza artificiale studiando la smart-home dell’agente K di Blade Runner 2049

L'avatar della smart-home di Blade Runner 2049
L'avatar della smart-home di Blade Runner 2049

Carlo Simonelli Modifica articolo

19 Settembre 2018 - 20.16


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Abbiamo sempre gestito le innovazioni tecnologiche con eccessivo ottimismo.
È successo nel 1988 con i Personal Computer, nel 1998 con Internet e nel 2008 con gli smartphone; ogni volta ci siamo comportati come quattordicenni a cui sia stato regalato il primo motorino: con gli occhi che ci brillavano per l’emozione siamo saltati in sella e, senza casco, abbiamo cominciato a correre di qua e di là, incuranti dei pericoli a cui saremmo potuti andare incontro.

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Ce lo siamo potuti permettere perché, finora, tutto ciò che abbiamo rischiato sono stati i nostri dati, ma con l’avvento della Internet Of Things e del suo naturale complemento, l’intelligenza artificiale, questo sarà un lusso a cui dovremo rinunciare, perché, da adesso in poi, nella smart-car o nella smart-home ci saremo noi e un eventuale attacco non metterà a repentaglio la nostra cartella Documenti o il nostro conto in banca, ma la nostra incolumità fisica e quella delle persone che amiamo.

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Nel giro di pochi anni saremo circondati da apparati “smart”: oltre agli ormai insostituibili telefoni, avremo smart-car, smart-tv, smart-frigoriferi, smart-lavatrici e smart-apparati bio-medicali che valuteranno il nostro stato di salute; dobbiamo quindi cominciare subito a pre-occuparci della sicurezza di questi sistemi, cercando di immaginare quali potranno essere i possibili pericoli che comporterà il loro utilizzo.

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Non sarà facile, ma a differenza di quanto è avvenuto in passato, ora abbiamo più di trent’anni di esperienza nella lotta alle minacce digitali e possiamo quindi sfruttare le conoscenze che abbiamo accumulato nel tempo. Sicuramente non riusciremo a prevedere tutti i pericoli a cui andranno incontro i nostri sistemi, ma, come si fa con i neonati, potremo “vaccinarli” per le malattie più comuni o più probabili.

Nel saggio: Cheating on Siri – Ipotesi di linee-guida per la sicurezza dell’intelligenza artifciale, immagino di fare un vunerability assessment della smart-home dell’agente K di Blade Runner 2049 e ipotizzo un possibile metodo per l’identificazione delle minacce potenziali. Partendo dal presupposto che ogni salto tecnologico causa l’avvento di nuove minacce, simili a quelle affrontate in passato, ma mai del tutto uguali, provo ad applicare all’accoppiata IOT/AI le più comuni vulnerabilità informatiche, adattate al nuovo contesto tecnologico.

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È inutile che riporti qui gli esiti di questa analisi; ripeto invece l’esortazione con cui chiudo il testo: la sicurezza della Internet Of Things e dell’Intelligenza Artificiale è un problema che va affrontato collegialmente, condividendo quante più informazioni possibile.

Non è una aspettativa idealistica, ma pratica perché il manager della multinazionale del settore automotive che decide di non divulgare un nuovo metodo di identificazione degli ostacoli da parte di una smart-car, non può sapere di chi sarà figlio, il bambino che attraverserà la strada all’automobile con un software di livello inferiore.

 

Scarica il saggio in PDF

 

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