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Dopo un anno torna a parlare Al Baghadi: appello a colpire l'Occidente

Il sedicente Califfo dello Stato Islamico ha diffuso un audio di 54 minuti in occasione della festa musulmnana del sacrificio

Il Califfo al Baghdadi

globalist

23 Agosto 2018


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Lo Stato Islamico è stato militarmente sconfitto ma è ancora vivo e pronto a seminare terrore e morte ovunque nel mondo: e adesso il Califfo Al-Baghdadi è tornato a farsi vivo e dimostrare che è ancora al comando dell’ Isis. La «prova», un audio di 54 minuti, che mette in dubbio ancora una volta le voci che davano il leader dello Stato Islamico per morto. Il canale utilizzato per diffonderlo ieri è quello delle «grandi occasioni», Al Furqan, potente divisione media dello Stato Islamico. L’occasione è invece l’ Eid Al-Adha, festa musulmana del sacrificio.
«La vittoria non è nella conquista dei territori ma nelle forza dei nostri soldati», dice Al Baghdadi giustificando così il fallimento della creazione del Califfato, dopo le sconfitte in Iraq e in Siria. È un messaggio come consuetudine zeppo di riferimenti religiosi, il titolo stesso è la sura del Corano che recita «Dà la buona novella a coloro che sono pazienti».
L’audio è stato diffuso a quasi un anno dall’ ultimo discorso. La voce, secondo gli esperti di intelligence, è sua e l’audio è stato registrato pochi giorni fa, «una decina al massimo».
Per provarlo Al Baghdadi fa cenno al conflitto economico tra gli Stati Uniti e la Turchia. E non manca un rimprovero alle milizie siriane, divise tra loro e colpevoli di aver abbandonato Ghouta e Idlib senza battersi fino «all’ ultima goccia di sangue» e di aver disertato a Daraa. Poi, le accuse ai giordani e i curdi, colpevoli di tradire gli arabi e il sostegno ai sunniti iracheni. Non manca infine l’invito a colpire, «come già successo in Europa e in Canada», con nuovi attacchi.
Il messaggio arriva pochi giorni dopo un rapporto Onu che avverte del pericolo ancora rappresentato dal gruppo terroristico. Secondo gli esperti del Palazzo di Vetro, Isis disporrebbe ancora di 30 mila miliziani, tra cui molti europei, attivi tra Siria e Iraq.
Tutt’ altro che sconfitto l’ Isis avrebbe allargato il suo raggio d’azione.

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