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Erdogan si vanta del massacro di Afrin: neutralizzati 3.700 terroristi

Il Sultano considera i miliziani curdi uccisi o catturati durante l'operazione. E minaccia: proseguiremo verso Manbij e Idlib

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Miliziani feriti a Afrin

globalist

23 Marzo 2018


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Un massacro di cui si vanta. Parlando di terroristi al posto di civili e compattenti che hanno sconfitto lo Stato Islamico mentre altri (come dicevano i russi prima di fare marcia indietro) con i jihadisti facevano contrabbando di petrolio o accordi sottobanco. Ora l’annuncio in pompa magna: sono più di 3.700 i ”terroristi neutralizzati” ad Afrin, nella Siria nordoccidentale, nell’ambito dell’operazione militare ‘Ramoscello d’ulivo’ lanciata lo scorso 20 gennaio dalle Forze armate turche in collaborazione con i ribelli dell’Esercito libero siriano.
Lo ha dichiarato il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan. Le Forze armate turche usano il termine ”neutralizzati” per indicare i militanti catturati vivi o morti, ma anche coloro che si sono arresi durante le operazioni militari.

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Intervenendo a un evento in corso a Istanbul, Erdogan ha spiegato di aver parlato dell’operazione antiterrorismo in corso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ieri e mercoledì con il suo omologo russo Vladimir Putin. Erdogan ha sottolineato che la Turchia continuerà a proteggere le vittime della guerra in Siria, spiegando che non farà un passo indietro nelle operazioni antiterroristiche. ”Il lavoro non si fermerà ad Afrin. Ci sono anche Idlib e Manbij”, ha detto Erdogan.
La Germania lancia un monito a Erdogan: no all’occupazione di Afrin

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Per la Germania “è inaccettabile una occupazione permanente” delle truppe turche da Afrin, enclave curda nel Nord della Siria caduta cinque giorni fa nelle mani dell’esercito di Ankara due mesi dopo una violenta offensiva aerea e terrestre. E’ quanto ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, in una conferenza stampa tenuta oggi a Roma con il titolare della Farnesina Angelino Alfano.

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Alla domanda sulla posizione di Berlino all’offensiva turca nel Nord della Siria, Maas, ha risposto così: “Se ci fosse una occupazione permanente di Afrin, si porrebbero molte questioni di diritto internazionale non accettabili. Per questi motivi ma anche per altri motivi umanitari che lamentiamo sul posto (…) non accetteremo una occupazione permanente” dell’enclave curda-siriana.

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