Il dramma di Afrin, le foto della città in mano ai mercenari di Erdogan

Sacheggi, edifici pubblici distrutti, simboli della cultura curda abbattuti. Immagini dall'occupazione turca

Jihadisti filo-turchi festeggiano la caduta di Afrin

Jihadisti filo-turchi festeggiano la caduta di Afrin

globalist 19 marzo 2018

Promettono di andarsene. Ma intanto ci sono, distruggono, depredano e ripulisono la città dagli odiati curdi.


Parola del vice premier turco Bekir Bozdag dopo che l'Esercito libero siriano (Esl) sostenuto dalle Forze Armate di Ankara ha dichiarato la vittoria sulle Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), che il governo turco considera una organizzazione terroristica al pari del Pkk.


''Come abbiamo detto, non resteremo qui in modo permanente. Non siamo degli occupanti'', ha detto Bozdag, aggiungendo che l'obiettivo dell'operazione militare 'Ramoscello d'ulivo', lanciata lo scorso 20 gennaio, è quello di riportare pace, sicurezza e stabilità nella regione e riconsegnarla ai suoi ''veri proprietari''. 
Ma chi sono i 'veri proprietari'?