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L'Isis resiste e diffonde un nuovo audio di Al Baghdadi: si parla anche della Corea del Nord

Il discorso di al Baghdadi dura 46 minuti ed è stato diffuso dal sito di notizie Al-Furqn, legato all'Isis.

Abu Bakr al-Baghdadi
Abu Bakr al-Baghdadi

globalist

28 Settembre 2017 - 17.28


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La data della registrazione non è chiara, ma nell’audio lo sceicco parlerebbe anche delle minacce della Corea del Nord a Stati Uniti e Giappone, particolare che, se confermato, potrebbe avvalorare la tesi che il Califfo sia intervenuto via voce successivamente alle ultime affermazioni sulla sua morte. In teoria, al 14 settembre, quando Pyongyang aveva minacciato di usare una testata atomica per “affondare” il Giappone e “ridurre in cenere” gli Usa (il 3 settembre era stata fatta esplodere la prima bomba all’idrogeno nordcoreana).
Nel passaggio specifico, al Baghdadi afferma: “Gli americani, i russi e gli europei sono terrorizzati dagli attacchi dei mujaheddin”, i terroristi che agiscono in nome dell’Isis, “i nordcoreani hanno cominciato a minacciare l’America e il Giappone con la loro potenza nucleare”. Rivolgendosi ai “soldati dell’Islam e ai seguaci del Califfato, ovunque si trovino”, al Baghdadi esorta a “distruggere ogni tiranno, dentro o fuori” i territori dello Stato islamico” e a “intensificare i colpi contro i miscredenti. “Fate che tra i vostri obiettivi ci siano i centri dei media dei miscredenti e le sedi della guerra intellettuale (think tank, ndr)”. A chi è rimasto a combattere per l’Isis nello “Sham”, ovvero in Siria e Iraq, al Baghdadi chiede di “resistere”, che il sangue dei miliziani dell’Isis uccisi in Iraq e Siria non deve essere stato versato “invano”.
Il discorso di al Baghdadi dura 46 minuti ed è stato diffuso dal sito di notizie Al-Furqn, legato all’Isis. A stretto giro, durante un briefing, il portavoce dell’operazione Inherent Resolve, Ryan Dillon, fa sapere che, “senza prove verificabili della sua morte”, la Coalizione a guida Usa “continua a supporre che al Baghdadi sia ancora vivo”. L’ultimo audio di Al Baghdadi risaliva al novembre scorso, due settimane dopo l’inizio della battaglia per Mosul, quando il Califfo invitava i suoi sostenitori a combattere contro i “miscredenti” e “fare scorrere a fiumi il loro sangue”.

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