Abu Omar, Napolitano grazia colonnello Usa

Il Presidente della Repubblica chiude un caso che aveva creatro problemi con gli Stati Uniti, graziando il colonnello americano.

redazione 5 aprile 2013

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, "ai sensi dell'articolo 87, comma 11, della Costituzione, ha concesso la grazia al colonnello Joseph L. Romano III, in relazione alla condanna alla pena della reclusione e alle pene accessorie inflitta con sentenza della Corte d'Appello di Milano del 15 dicembre 2010, divenuta irrevocabile il 19 settembre 2012", si legge nel comunicato stampa diffuso dal Colle. Con la grazia il presidente della Repubblica ha inteso dare "soluzione a una vicenda considerata dagli Stati Uniti senza precedenti" e ovviare "a una situazione di evidente delicatezza sotto il profilo delle relazioni bilaterali con un Paese amico". Napolitano, nella concessione della grazia al militare Usa della Nato si è ispirato "allo stesso principio che si cerca di far valere per i nostri due marò in India". lo si è appreso da fonti del Quirinale. L'ambasciata americana accoglie con
estremo favore la decisione del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano. Lo si legge in una nota dell'ambasciata Usa a
Roma.


L'ex direttore del Sismi, Nicolò Pollari, ha consentito agli uomini della Cia "che venisse concretizzata una grave violazione della sovranità nazionale" dell'Italia, fornendo "appoggio" al sequestro di Abu Omar. Lo scrivono i giudici della Corte d'Appello di Milano nelle motivazioni della condanna a 10 anni per Pollari. Lo scorso 12 febbraio, i giudici della quarta sezione penale della Corte d'Appello milanese (presidente Luigi Martino) hanno condannato l'ex direttore del servizio segreto militare, Pollari, a 10 anni, mentre nove anni sono stati inflitti all'ex numero due del Sismi, Marco Mancini, e 6 anni ad altri tre '007'. Si è trattato dell'appello 'bis' dopo che la Cassazione, lo scorso settembre, aveva dichiarato parzialmente illegittimo il segreto di Stato apposto sulla vicenda perché troppo esteso, annullando così i proscioglimenti ottenuti dai cinque imputati ex Sismi in primo e secondo grado. La Corte d'appello ha anche riconosciuto all'ex imam Abu Omar, difeso dall'avvocato Carmelo Scambia, e a sua moglie, rappresentata dal legale Luca Bauccio, risarcimenti per un totale di 1,5 milioni di euro. Nelle motivazioni, appena depositate, il collegio spiega che Pollari ha "promosso la cooperazione nel reato" - il sequestro dell'ex imam della moschea milanese avvenuto il 17 febbraio del 2003 - da parte dei "compartecipi", cioé gli altri appartenenti al Sismi imputati, e ha fornito "appoggio" al "progetto" di 'extraordinary rendition' di Jeff Castelli, l'ex capo della Cia in Italia. "Appoggio - scrivono i giudici - concretizzatosi con la diramazione dell'ordine ai propri sottoposti, che hanno poi aderito al piano criminoso e cooperato alla sua esecuzione". Particolarmente "grave", secondo i giudici, "é da ritenersi la partecipazione al reato di soggetti che, per la loro posizione soggettiva di appartenenti ad un'istituzione dello Stato, avrebbero dovuto garantire che simili violazioni non venissero commesse", come quella nei confronti di una persona, Abu Omar, che aveva anche lo "status di rifugiato politico" in Italia. Pollari e gli altri imputati, scrive la Corte, avrebbero dovuto "tutelare la sovranità del nostro Paese" e invece aiutando gli uomini della Cia nel sequestro hanno "permesso" una "grave violazione della sovranità nazionale".



.