La primavera in anticipo può uccidere le api: tutti i rischi di questo inverno anomalo

Le temperature alte hanno infatti risvegliato almeno 50 miliardi di api con largo anticipo, ma un'improvvisa gelata potrebbe ucciderle tutte, con danni terribili per l'ecosistema

Ape

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globalist 18 febbraio 2020
Che sia un inverno anomalo ce ne stiamo accorgendo tutti, con un febbraio che ben prima di finire sembra già un marzo inoltrato in molte parti d'Italia, specie al centro e al sud. La temperatura di questi mesi invernali si è alzata di 1,65 gradi rispetto all'anno scorso. Ma se per qualcuno questa primavera in anticipo può apparire una manna dal cielo, specie a chi soffre particolarmente il freddo, la situazione in realtà è molto grave. 
Le temperature alte hanno infatti risvegliato almeno 50 miliardi di api con largo anticipo, così come in anticipo i primi fiori sono sbocciati. Ma siamo pur sempre in inverno e come ci dicono le previsioni le temperature saranno altalenanti. Un'improvvisa gelata potrebbe uccidere tutte le api che sono uscite allo scoperto, con un danno incalcolabile sia per l'ecosistema - le api, come è noto, sono indispensabili per l'impollinazione dei fiori, più di tutti gli altri insetti - sia economicamente, con un impatto negativo sull'industria del miele. 
La primavera è esplosa in anticipo in quasi tutta Italia: i mandorli in Sicilia, le mimose in Liguria, piante da frutto in Sardegna e in Abruzzo, dove si vedono già le prime susine e pesche, frutti che dovrebbero nascere verso maggio. Nel Lazio gli agricoltori offrono agretti, carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero e le fave che sono già presenti anche in Puglia insieme alle fragole arrivate prima di alcune settimane e già pronte al consumo.
E con il caldo arriva anche il problema della siccità, specie al Sud: "I terreni secchi seminati a cereali rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine che verranno gelate dal repentino abbassamento delle temperature o peggio spazzate via in caso di piogge violente" avverte la Coldiretti.