L'Onu: "Punto di non ritorno sempre più vicino". Al via a Madrid la Cop25 sul clima

Per Guterres gli sforzi per la salvaguardia dellʼambiente sono "inadeguati" e "manca la volontà politica". Secondo le Nazioni Unite, la scelta è "tra speranza e capitolazione"

Cop 25

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globalist 2 dicembre 2019
Le delegazioni di 196 Paesi firmatari dell'accordo di Parigi sul clima si sono riuniti a Madrid per partecipare alla Cop25, la conferenza sul clima dell'Onu. Organizzato all'ultimo minuto nella capitale spagnola, il summit è stato anticipato da parole allarmanti da parte del segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres: "Il punto di non ritorno è sempre più vicino, la scelta è tra speranza e capitolazione".

Dopo i risultati poco ambiziosi ottenuti lo scorso anno a Katowice, in Polonia, la comunità mondiale torna a darsi appuntamento per l'annuale Conferenza sul cambiamento climatico. Gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione, malgrado il ritiro deciso da Trump dall'accordo del 2015, che prevede l'obiettivo di contenere l'innalzamento della temperatura globale entro due gradi rispetto all'epoca preindustriale.


"Sforzi insufficienti""Per decenni l'uomo e' stato in guerra con il pianeta e il pianeta ci sta restituendo colpo su colpo,. Dobbiamo porre fine alla nostra guerra contro la natura e la scienza ci dice che possiamo farcela", ha ammonito Guterres, che ha parlato di sforzi "totalmente insufficienti" finora per ridurre le emissioni di gas serra.


Il 2019 tra i cinque anni più caldiAnticipando un rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale, Guterres ha confermato che, senza sorprese, il 2019 sarà tra i cinque anni più caldi. "Gli ultimi cinque anni sono stati i più caldi mai registrati", ha detto, facendo un elenco degli effetti devastanti e sempre più spesso letali del riscaldamento globale: l'innalzamento del livello del mare, lo scioglimento delle calotte polari, la siccità.


Temperature, neutralità carbonica e gas serra Per mantenere i cambiamenti climatici entro limiti gestibili, i Paesi dovrebbero limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 gradi, raggiungere la neutralità del carbonio entro il 2050 e ridurre le emissioni di gas serra del 45% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030. "Ciò che manca ancora è la volontà politica", è l'affondo di Guterres, che ha comunque mantenuto aperta la "speranza". Una speranza legata alle mobilitazioni di massa, come quelle dei "Fridays for future" di Greta Thunberg. Entro il prossimo anno dovranno essere presentati i nuovi piani nazionali di azione sul clima; l'Onu si aspetta che siano ambiziosi per poter raggiungere gli obiettivi sulle temperature previsti dall'accordo di Parigi.