Top

Nuova Delhi è una "camera a gas": dichiarato lo stato di emergenza per l'inquinamento dell'aria

L'indice di qualità dell'aria indica un livello dei veleni a 480. A 500 inizia a esserci serio pericolo per bambini e anziani

Nuova Delhi
Nuova Delhi

globalist

1 Novembre 2019 - 21.25


Preroll

Il picco di inquinamento della città di Nuova Delhi è in continua crescita e nella notte di ieri ha raggiunto ‘livelli preoccupanti’. “Delhi è diventata una camera a gas” ha sintetizzato Arwind Kejriwal, governatore della capitale dell’India. 
Il pericolo è serio: l’Aqi (Air Quality Index, l’Indice di Qualità dell’Aria), un indicatore che misura i veleni nell’aria, è a 480. A 500 c’è una minaccia seria per bambini, anziani, convalescenti e cardiopatici. 
Numerose misure sono state prese in tutta fretta dall’amministrazione: le scuole di ogni ordine e grado saranno chiuse fino al 5 novembre e i bambini sono stati invitati a restare all’interno delle case, evitando le attività all’aperto e i giochi nei parchi.
È stata avviata la distribuzione porta a porta di 5 milioni di maschere antismog in tutte le famiglie nelle quali ci siano bambini o anziani. L’Epca, il Dipartimento per la prevenzione e il controllo dell’inquinamento, ha fermato tutti i lavori di costruzione e i cantieri, sia edili che stradali, fino al 5 novembre.
Il Dipartimento ha anche bloccato tutte le aziende della cintura industriale che utilizzano petrolio o carbone e che non si sono convertite al gas naturale o ai biocarburanti. E ha proibito di bruciare all’aperto ogni tipo di plastica e rifiuti. Sul fronte del traffico, da domani scatterà fino al 12 la circolazione a targhe alterne.
Un’apocalisse che creerà enormi disagi e avrà pesanti conseguenze economiche. Ma un’apocalisse necessaria per evitare conseguenze ancora più pesanti: oggi Delhi si è svegliata per il secondo giorno consecutivo avvolta in una coltre di smog che limita la visibilità e che rende difficile anche respirare normalmente.
La frase del governatore, che ha definito la sua città “una camera a gas”, non è una resa, ma un attacco politico, molto deciso, verso i colleghi degli Stati confinanti accusati di non intervenire per bloccare i contadini: la tesi di Kejriwal e di molti esperti, infatti, è che gran parte dei veleni che ammorbano la capitale in questi giorni derivino dagli incendi delle stoppie per preparare i campi alle nuove semine, negli Stati dell’Haryana e del Punjab.
In effetti, rilevazioni satellitari della Nasa ieri hanno mostrato oltre 3500 incendi accesi poco a nord della capitale. Ma oltre alle abitudini dei contadini, va registrata anche l’incoscienza degli abitanti di Delhi che, incuranti dei pericoli e dei divieti, la notte di Diwali hanno acceso migliaia di fuochi d’artificio in tutti i quartieri.
Unico dato positivo, secondo gli esperti, è che l’emergenza di queste ore – i disagi, le maschere filtranti, verso le quali gli indiani nutrono forti resistenze, l’allarme generalizzato, le bronchiti – può portare a qualcosa di nuovo: la consapevolezza della serietà del problema sembra ormai diffusa. L’India, o almeno Delhi, sta per dichiarare una seria guerra all’inquinamento.

OutStream Desktop
Top right Mobile
Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage
WebInterstitial Mobile