Legambiente contro il razzismo di Stato: "Salvare vite non è reato"

Goletta Verde arrivata questa mattina a Pozzallo, in Sicilia, dove ha incontrato gli equipaggi delle navi Mediterranea, Sea Watch e Aquarius. L'impegno per i porti aperti

Goletta Verde di Legambiente

Goletta Verde di Legambiente

globalist 20 luglio 2019
No al razzismo di Stato e no alla disumanità come sistema. “Salvare vite non è reato". E' il messaggio che arriva da Goletta Verde arrivata questa mattina a Pozzallo, in Sicilia, dove ha incontrato gli equipaggi delle navi Mediterranea, Sea Watch e Aquarius.
La storica imbarcazione di Legambiente, partita dal Friuli Venezia Giulia, sta navigando nei mari italiani con lo striscione 'Porti aperti alla solidarietà', per affermare il ruolo centrale del nostro Paese nel Mediterraneo nelle politiche di solidarietà, accoglienza e integrazione.
"Torniamo dopo un anno a Pozzallo per esprimere ancora una volta tutta la nostra gratitudine a chi continua a salvare vite in mare, nonostante la caccia alle streghe, mediatica e normativa, messa in campo dal governo italiano - afferma Stefano Ciafani, presidente di Legambiente - Siamo qui per essere a fianco di chi lavora generosamente in condizioni precarie in mare aperto, alla ricerca di un porto dove sbarcare persone disperate che fuggono dai loro paesi diventati invivibili spesso a causa dei cambiamenti climatici o dei conflitti causati dai paesi occidentali. Siamo convinti che sia fondamentale risvegliare le coscienze degli italiani, sempre più in balia di fake news e crediamo fermamente che chi salva anche solo una vita, in mare come sulla terraferma, ha ragione. Sempre e comunque".
 A Pozzallo l'equipaggio di Goletta Verde ha incontrato, in porto, l'equipaggio della Ong italiana Mediterranea, le cui due imbarcazioni sono al momento sotto sequestro. Oggi pomeriggio, alle 18, in piazza Municipio si terrà un incontro dal titolo 'Salvare vite non è reato. Per un Mediterraneo di pace e solidarietà' che vedrà la partecipazione del sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, del presidente di Legambiente Stefano Ciafani e del presidente di Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna, di Peppe Cannella, del progetto 'ON.TO' per migranti vittime di torture, del capo missione di Mediterranea Luca Casarini, della soccorritrice di Sos Mediterranée Viviana Di Bartolo, della portavoce di Sea Watch Giorgia Linardi e del presidente di Medici Senza Frontiere Italia Claudia Lodesani.
"Siamo una terra di accoglienza e dobbiamo restare tale – ha sottolinea Zanna - La storia della Sicilia è segnata, impregnata, animata dalla volontà di ospitare e farsi contaminare da popoli e culture diverse da noi. Nel momento in cui queste persone arrivano da noi pensiamo realmente chi siamo e cosa siamo stati realmente. Restiamo umani".