I Verdi contro Di Maio: il suo piano energia non rispetta gli accordi di Parigi

Angeli Bonelli contro il finto ambientalismo grillino: dovevano fare la rivoluzione mentre assistiamo ad un ritorno al passato

La centrale Enel di Mercure.

La centrale Enel di Mercure.

globalist 12 gennaio 2019

La propaganda è una cosa e la realtà un'altra: "Il piano energia e clima inviato da Di Maio alla commissione europea, in ritardo rispetto alla formale scadenza del 8 gennaio, è peggio di quello che aveva fatto l'ex ministro Calenda con la Sen ( strategia energetica nazionale) e come sulle trivelle siamo agli annunci burla mentre si diminuiscono i target per le energie rinnovabili, si bluffa sui dati di riduzione dei consumi energetici e viene ridotto l'obiettivo di ridurre le emissioni gas serra per fermare l'innalzamento climatico a 2 °C".
Lo ha detto Angelo Bonelli dei Verdi che aggiunge: "Nel piano si prevede un target sulle rinnovabili solamente al 30% inferiore al limite europeo del 32% e un minore sviluppo dell'energia solare rispetto alla Sen (strategia energetica nazionale) di Calenda, nonostante i proclami da campagna elettorale: 50 GW Di Maio 55 Gw Calenda, solo poco mesi fa il leader del M5S aveva detto che nei prossimi 10 anni l'obiettivo delle rinnovabili andava raddoppiato invece diminuisce"
"Sull'efficienza energetica - continua l'esponente dei Verdi- si bluffa prevedendo una riduzione dei consumi di energia primaria del 43% a fronte del target Ue del 32,5%, ma nel piano il raffronto è fatto furbescamente con lo scenario Primes 2007 (e non come dovrebbe essere con lo scenario del 2016), perché in realtà la riduzione sarebbe solo del 7%. Nei trasporti c'è la totale approssimazione, il piano di Di Maio prevede una diffusione complessiva di quasi sei milioni di veicoli ad alimentazione elettrica di cui circa 1,6 milioni veicoli elettrici puri, ma questi numeri sono solo un'indicazione astratta non supportata da politiche e coperture economiche per realizzarle. Nell'ultima legge di bilancio è stata approvata una norma sperimentale che consentirà il finanziamento di auto elettriche ibride che dato lo stanziamento consentirà l'immatricolazione di sole 10 mila auto l'anno: impossibile così raggiungere gli obbiettivi delineati nel piano da Di Maio", continua. "L'ambiguità del M5S - afferma l'ecologista - sta nel fatto che mentre annuncia di voler presentare un emendamento per fermare le trivelle nel mar Ionio e altre, mette nel piano clima ed energia non solo la Tap che porterà 20 miliardi di mc di gas ma anche il gasdotto Eastmed, tanto caro al leader della Lega Salvini, che sfrutterà il giacimento di fronte Israele e Cipro portando 16 miliardi di mc di gas."


"L'elemento più grave di questo piano- denuncia Bonelli - è che nel complesso rispetto al 1990, anno scelto come punto di riferimento per calcolare le emissioni di Co2, con gli scenari delineati dal governo si arriva ad una riduzione complessiva delle emissioni nazionali di gas serra del 37%, valore inferiore di quello medio fissato a livello europeo al 40%, che non rispetta gli accordi sul clima di Parigi di contenimento dell'innalzamento della temperatura globale al di sotto dei 2°C".


"Il piano energia e clima doveva rappresentare la vera rivoluzione del M5s oggi, ma si è rivelato uno strumento deludente, approssimativo e in alcuni casi di ritorno al passato e cosa grave che non rispetta gli accordi Onu sul clima di Parigi, ma come è noto il governo giallo-nero è contro l'Onu e probabilmente Di Maio risponderà che è colpa di chi c'era prima", conclude Bonelli.