Trovato un lupo morto nel Veronese, la Lav: "bracconaggio criminale"

La Lega anti vivisezione ha diffuso le foto dell'animale rinvenuto con ferite da arma da fuoco a Roveré: "atto di estrema crudeltà e gravità che non deve restare impunito"

Il lupo morto trovato nel Veronese

Il lupo morto trovato nel Veronese

globalist 26 settembre 2018

Un gesto crudele compiuto da un bracconiere. E' quanto denunciato dalla Lav, la Lega anti vivisezione, dopo il ritrovamento di un lupo morto nel Veronese. "Abbiamo appreso da fonti certe - ha scritto la Lav che ha diffuso le foto della carcassa dell'animale - che nei pressi di Roveré Veronese, in Lessinia, è stato rinvenuto il cadavere di un lupo, con evidenti ferite da arma da fuoco. L'ennesimo atto di bracconaggio, un gesto criminale, di estrema crudeltà e gravità che non deve restare impunito".

In base a quanto riportato dalla Lav il cadavere del lupo, un esemplare adulto apparentemente sano, sarebbe stato rinvenuto da un agricoltore nella mattinata del 25 settembre. Trasportato all'Istituto Zooprofilattico di Verona per i rilievi, l'animale sarebbe stato ucciso da un fucile da caccia a pallettoni.
"Se davvero, come risulta dalle prime indiscrezioni, il lupo fosse stato ucciso con un comune fucile - ha spiegato Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali selvatici - questo significherebbe maggiore difficoltà nel rintracciare l'autore di questo gesto ignobile, in quanto, a differenza di una carabina a canna rigata, l'analisi del proiettile esploso da questo tipo di arma non consente di risalire a chi ha sparato".
L'associazione ha poi sottolineato i "comportamenti politici errati, come i vari tentativi di derogare al divieto assoluto di uccisione dei lupi, o come il lungo iter di approvazione, non ancora concluso, di un Piano lupi che potrebbe reintrodurre la possibilità di uccidere questi animali".
Sulla vicenda è intervenuto anche l'assessore veneto all'Ambiente, Giuseppe Pan, che ha detto di attendere "i report dei carabinieri forestali". Ha poi cercato di smorzare i torni, spiegando di "non poter mettere in connessione questo grave episodio con l'alto clima di tensione che si è venuto a creare nelle aree montane del Veneto, tradizionalmente vocate alla pastorizia e all'allevamento, di fronte al proliferare incontrollato del lupo".
Secondo l'assessore, infatti, "purtroppo lo 'status' di protezione totale e di intoccabilità sancito dalla legislazione europea e nazionale mette in crisi l'equilibrio ecologico tra prede e predatori. E il protrarsi delle non decisioni in sede nazionale ed europea non fa che esasperare gli animi".
Per quanto riguarda il Piano lupi, la Lav si augura che "il nuovo ministro dell'Ambiente possa operare positivamente per la protezione integrale del lupo, in collaborazione con le Regioni".