Il tribunale verde soccorre il Gange: no a edifici e immondizia sulle rive

Una tutela per il fiume sacro: un'area di non sviluppo larga 100 metri per lato

Il Gange, fiume sacro dell'India, da oggi più tutelato in seguito all'udienza che ha stabilito divieti per edilizia e depositi di rifiuti sulle sue rive

Il Gange, fiume sacro dell'India, da oggi più tutelato in seguito all'udienza che ha stabilito divieti per edilizia e depositi di rifiuti sulle sue rive

globalist 13 luglio 2017

Oggi per il fiume sacro indiano Gange è una giornata felice in seguito ad una sentenza del Tribunale nazionale verde (NGT) che ha disposto divieti per edilizia e depositi di rifiuti sulle sue rive. La disposizione è arrivata dopo la delusione della settimana scorsa in cui il fiume sacro ha perso per ordine della Corte Suprema la condizione di "entità vivente" attribuitagli mesi prima dall'Alta Corte dell'Uttarakhand.


Nell'udienza presieduta dal giudice Swatanter Kumar, l'NGT ha stabilito che per facilitare il disinquinamento del fiume sarà tassativamente proibito d'ora in avanti depositare rifiuti ad una distanza minore di 500 metri dalle sue rive. Chi infrangerà la disposizione dovrà pagare una multa di 50.000 rupie (782 franchi al cambio attuale).


Inoltre il magistrato ha deciso che una fascia di terra di 100 metri dalla riva del Gange, fra le città di Haridwar e Unnao, sia definita "Zona di non sviluppo" per impedire qualsiasi tentativo di costruire edifici ad uso abitativo od industriale.
Il tribunale ha sollecitato le autorità competenti a completare vari progetti che si sono impegnate a fare in passato, compresa la costruzione entro due anni di un impianto di trattamento dei liquami e la pulizia delle tubature di scarico.


Un monito particolare è stato rivolto dal giudice Kumar alle autorità dell'Uttar Pradesh che entro sei settimane dovranno "attenersi ai propri doveri" spostando le concerie da Jajmau in Kanpur al parco dei pellami di Unnao. Infine l'NGT ha ordinato a Uttar Pradesh e Uttarakhand di stabilire precise disposizioni per cerimonie religiose non inquinanti sui ghats del Gange e dei suoi affluenti.