In Italia si fanno largo le energie rinnovabili

Aumenta nel nostro Paese la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma il futuro sembra incerto: il Conto energia non convince.

Desk 12 luglio 2012
[b]di Luca Scarnati[/b]


Nonostante le incertezze normative la produzione di energia elettrica da fotovoltaico in Italia sta dando buoni risultati. secondo il rapporto di Terna, il gestore della rete elettrica, la produzione dei primi sei mesi del 2012 ha raggiunto quella di tutto il 2011. Prodotti da gennaio 9.254 GWh mentre per tutto lo scorso anno si era arrivati a 9.258 GWh. Guardando i consumi elettrici del mese di giugno, sempre rispetto allo scorso anno, si nota un aumento generalizzato della produzione da fonti rinnovabili, che passano dal 19% al 24% e un sorpasso, tra queste, del fotovoltaico e dell'eolico sul più tradizionale idroelettrico. Va anche detto che questi dati vanno incrociati con i dati climatici, ossia sicuramente lo scorso anno ha avuto maggiori precipitazioni, favorendo l'idroelettrico, mentre attualmente il fotovoltaico è favorito da una maggiore insolazione. Interessante notare che per quanto riguarda la dipendenza dall'estero importiamo ancora circa il 12% dell'energia, stesso dato sostanziale dello scorso anno. Le nuove produzioni vanno quindi a sostituire le fonti tradizionali.



Questo quando finalmente sono stati firmati i decreti sulle energie rinnovabili dai ministri dello Sviluppo economico Corrado Passera, dell'Ambiente Corrado Clini e dell'Agricoltura Mario Catania. Definiscono i nuovi incentivi per l'energia solare (Quinto conto energia) e per le altre fonti (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse e biogas). L'obbiettivo del Governo è quello di ridurre la spesa nel settore degli incentivi e allo stesso tempo favorire il settore. Ma per le associazioni di settore si tratta di un duro colpo allo sviluppo delle energie alternative, nonostante i miglioramenti apportati negli ultimi mesi dal Governo i provvedimenti rimangono insoddisfacenti.



Tra le voci critiche il senatore Francesco Ferrante, responsabile Pd per i cambiamenti climatici: "Il legno storto non si raddrizza: questi decreti, anche se contengono singoli elementi positivi, erano nati male e si sono conclusi male. La verità è che questo governo ha deciso di non sostenere il settore delle rinnovabili abbandonandolo a metà strada: un pessimo segnale per lo sviluppo del paese". Sulla stessa linea l'Anev, l'associazione dei produttori di eolico: "Il governo ha varato i decreti che mettono il settore in ginocchio.



In questo modo si impedisce la nascita di un mercato veramente concorrenziale, si fa salire il prezzo dell'energia e si mettono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro". e a concludere la dichiarazione di Massimo Sapienza, del movimento Sos Rinnovabili: "Ha vinto la burocrazia: il che vuol dire che aumenteranno i costi per i produttori e per i cittadini. E' paradossale che mentre si continua a parlare di tagli alle spese superflue se ne aggiungano altre rendendo obbligatori registri perfettamente inutili. Noi avevamo proposto di arrivare agli stessi obiettivi di contenimento della spesa con il metodo tedesco, cioè con l'abbattimento automatico degli incentivi man mano che si raggiungono determinati livelli di produzione. Non è la strada per far crescere il paese".