Top

Spiagge concesse per 90 anni, l'ira degli ambientalisti

La nuova norma nel decreto Sviluppo. Tremonti: "I litorali restano pubblici".

Spiagge concesse per 90 anni, l'ira degli ambientalisti

redazione

5 Maggio 2011 - 18.16


Preroll

Nel decreto sviluppo (che tra l’altro contiene il tetto sulle rate dei mutui) c’è anche una norma che riguarda l’autorità per l’acqua e il diritto di superficie di durata novantennale per gli insediamenti turistici che insistono su terreni pubblici.

OutStream Desktop
Top right Mobile

La norma recita: “Le spiagge su cui insistono chioschi e varie strutture turistiche saranno oggetto di diritto di superficie che dura 90 anni”. In altre parole chi prende in concessione un’attività balneare la può occupare per decenni. Così opposizione e ambientalisti vanno all’attacco del governo, accusato di svendere i litorali italiani.

Middle placement Mobile

Le rassicurazione di Tremonti

Dynamic 1

Il ministro Tremonti si è affrettato ad assicurare che “le spiagge restano pubbliche. Questo diritto riguarda quello che c’è dietro” ha detto Tremonti, ricordando che “diritti di lunga durata come questo sono diffusi e utilizzati in tutto il mondo” e sottolineando che “se le condizioni vengono meno, il diritto viene revocato. Gli imprenditori devono essere in regola col fisco, con la previdenza e pensiamo debbano assumere giovani. Abbiamo ritenuto che un diritto così lungo dia la possibilità di fare investimenti e creare lavoro”. Tremonti richiama comunque a decisioni condivise gli enti locali: “Dipende tutto dai comuni perché col federalismo demaniale abbiamo dato tutte queste strutture ai comuni e alle regioni ma riteniamo che il governo centrale abbia ancora il diritto di concedere i terreni. Le entrate andranno ai comuni, alle regioni e – ha concluso – al ministero dell’Interno per le zone a burocrazia zero”.

Ambientalisti sul piede di guerra

Dynamic 2

Le rassicurazioni non convincono però il presidente dei Verdi Angelo Bonelli: “In nessun paese d’Europa e del mondo si è arrivati ad una simile gestione del demanio marittimo”. Per il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, si tratta di “un decreto sottosviluppo” con all’interno “un piano casa e la privatizzazione spiagge: un regalo senza precedenti a mafiosi, abusivi e speculatori. Mai avremmo potuto immaginare di raggiungere un punto così basso – ha aggiunto Cogliati Dezza – Il Belpaese smembrato e devastato dal cemento, in mano alla criminalità e agli speculatori con l’avallo del governo”.

Esercenti balneari soddisfatti

Dynamic 3

“Sul diritto di superficie che interessa gli insediamenti turistici sulle spiagge la posizione del Ministro Tremonti è una positiva novità che registriamo con grande interesse”. Lo afferma il sindacato dei balneari della Confesercenti. “Del resto da almeno tre anni insistiamo su questo punto che può dare certezze a tutti gli imprenditori ed assicurare investimenti e lavoro nel lungo periodo” dice la Fiba che aggiunge: “Certo l’attuazione di questa proposta va gestita con equilibrio: più i costi saranno ragionevoli, più ci sarà spazio per investimenti che vogliamo e chiediamo di fare proprio per rilanciare il turismo balneare”.

Codacons: “E’ un piano di cementificazione”

Dynamic 4

Il Codacons lancia l’allarme: “concedendo il diritto di superficie sulle nostre coste per un periodo addirittura novantenne, crea le premesse per un grande piano di cementificazione del territorio”. secondo l’associazione di consumatori il Governo “si illude di poter rilanciare l’economia non aiutando le famiglie, ma graziando gli speculatori edilizi e cedendo quel patrimonio costiero che andrebbe invece preservato, tutelato e valorizzato».

Adoc: “Ora gli stabilimenti taglino i prezzi”

Dynamic 5

“Ora deve concretizzarsi un taglio dei prezzi dei servizi del 20%, altrimenti gli unici a essere svantaggiati saranno i consumatori. Chiediamo un taglio netto del 20% ai prezzi dei listini degli stabilimenti balneari, già dalla stagione in corso – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – altrimenti la concessione del diritto di superficie per 90 anni agli stabilimenti balneari si configurerebbe solo come una speculazione a danno dei cittadini, che non avrebbero alcun vantaggio dalla norma. Adesso che i titolari degli stabilimenti hanno ottenuto la possibilità di investire senza essere vincolati alla scadenze non c’è alcun motivo per un qualsiasi aumento dei prezzi a sostegno di possibile perdite d’esercizio. Al contrario c’è spazio per un taglio deciso ai listini, una famiglia non può spendere quasi 100 euro per una giornata al mare, sono prezzi fuori dal mercato”.

Native
Box recommendation

Articoli correlati

Outofpage