Blitz antidroga: arrestati capi ultras di Milan e Inter

I poliziotti della squadra investigativa di Milano hanno portato alla luce un giro di droga che collegava il capo ultras del Milan e il capo degli steward dell'Inter

Luca Lucci

Luca Lucci

Redazione 4 giugno 2018Globalsport

I poliziotti della Squadra investigativa del Commissariato Centro della Questura di Milano, comandato da Ivo Morelli, hanno effettuato un blitz antidroga a Milano. Ventidue arrestati, fra i quali si è scoperta un’insolita alleanza fra Milan e Inter: in manette il capo degli ultras della “Curva Sud” del Milan e il capo degli steward dell’Inter dello stadio Meazza.
I poliziotti hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Tribunale al termine di un’indagine iniziata nel 2016, secondo l’accusa il milanista Luca Lucci, usava la sede dell’associazione “Il Clan” in via Sacco e Vanzetti a Sesto San Giovanni come base per il traffico di droga.
Un luogo in cui di solito si riunisce la curva sud rossonera per questioni calcistiche e che era diventato la base d'arrivo di grossi carichi. La polizia è riuscita ad intercettare un tir con un carico di 250 chili tra hashish e marijuana arrivato dall'Albania e diretto nella città alle porte di Milano: almeno 3 i box dove avveniva lo stoccaggio. Il capo ultras, già noto agli inquirenti per Daspo sportivi e pestaggi, si ipotizza la portasse poi nella sede dell'associazione. Non è stata documentata invece un'attività di spaccio diretta allo stadio di San Siro, ma l'ipotesi - stando a quanto riferito dagli agenti del commissariato Centro di Milano - non è esclusa.
Era invece Massimo Mandelli, uno dei responsabili degli steward volontari dell'Inter, sempre secondo la ricostruzione della polizia, il collegamento, tra il canale di approvvigionamento albanese presso cui si riforniva Lucci, e quello italiano di cui era a capo Luca Boscherino, 33 anni, di Vibo Valentia. Mandella si sarebbe rifornito infatti sia dagli albanesi che dai calabresi, sebbene fra le due organizzazioni non ci fosse una connessione in termini di affari.
Al momento due persone, i capi clan del filone albanese, sono ricercate, mentre per gli altri - tutti italiani, tranne un romeno - l'ordinanza cautelare è stata eseguita. Quasi 600 i chili di droga sequestrati. Tutto nasce dall'arresto di un uomo trovato con mezzo chilo di marijuana e diversi cellulari. Proprio quei telefoni si sono rivelati una miniera d'oro di contatti e messaggi usati per concordare luoghi e modalità dello smercio.
"Milano è la più grande piazza d'Europa" ha precisato il procuratore aggiunto di Milano, Laura Pedio. Le intercettazioni - alcune delle quali abbastanza esplicite come una in cui un indagato diceva all'altro "Ciao amore, domani alle 3" - hanno portato ad un primo grosso sequestro: 120 chili di hashish e 6 chili di cocaina pura all'80% per un valore di mezzo milione di euro e 15mila euro in contanti. La droga proveniva da Spagna, Sud America e Calabria, precisamente dal porto di Gioia Tauro. Fra le grosse piazze di spaccio direttamente interessate c'era quella del quartiere Baggio, periferia sud del capoluogo lombardo.