Sono ormai trascorsi più di sette anni da quando in Italia è stata introdotta la fatturazione elettronica, un ambito in cui il Belpaese si è dimostrato pionieristico a livello sia europeo che internazionale e che ha dato adito a nuovi sviluppi nella gestione documentale per le aziende di tutti i settori dell’economia.
Ma cosa è cambiato in questo arco di tempo? In questo articolo cerchiamo di fare il punto della situazione.
Software sempre più multitasking e specialistici
Nonostante siano disponibili dei programmi di fatturazione elettronica gratuiti, si tratta di soluzioni che non hanno mai davvero preso il largo per le aziende in quanto poco a misura delle stesse.
Ed è proprio questo trend, ovvero la predilezione verso software non più generalisti ma scalabili e su misura, a rappresentare il fattore di maggiore cambiamento degli ultimi anni.
Ne sono una conferma i programmi di Edok per la fatturazione elettronica, disponibili al sito edok.it, predisposti nel segno del Document e Workflow Management, in grado di migliorare le performance complessive dell’impresa.
La fatturazione elettronica è così integrata nei processi aziendali, in maniera sinergica e con una condivisione e aggiornamento costante dei dati.
Tutto questo dà luogo a software gestionali approntati in linea con il core business di riferimento, con specificità a seconda del fatto che si tratti di quello medicale/farmaceutico, metalmeccanico, siderurgico, edile o della PA, per fare degli esempi.
Dobbiamo quindi dire addio a programmi che “si limitano” alla sola fatturazione elettronica: insufficienti nel soddisfare i moderni standard di gestione documentale. I nuovi software risultano altamente personalizzabili e in quanto tali in grado di supportare l’evoluzione dell’impresa nel tempo, non solo dal punto di vista prettamente normativo.
Per chi è obbligatoria la fatturazione elettronica nel 2026?
La fatturazione elettronica in Italia si conferma obbligatoria per tutti i soggetti con Partita IVA, inclusi quelli che operano in regime forfettario: per le aziende della PA come per quelle private del B2B e del B2C.
C’è una sola eccezione: non detengono tale obbligo i professionisti che sottostanno all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, ovvero gli operatori sanitari che offrono prestazioni in ambito privato ai cittadini, inclusi i veterinari. Questa misura è stata disposta nel 2025, a seguito dell’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari.
I cambiamenti per la fatturazione elettronica nel 2026 non interessano tanto l’Italia, quanto alcuni Stati esteri: è infatti in atto un profondo rinnovamento per assecondare la digitalizzazione del flusso documentale.
Le aziende italiane che operano nel panorama internazionale sono quindi chiamate a tenerne conto.
Gli Stati esteri che stanno riformando il sistema di fatturazione
Tra gli Stati dove è nato un cambiamento per quanto riguarda la fatturazione elettronica c’è il Belgio, dove dal 1° gennaio 2026 è scattato l’obbligo per le realtà del B2B che hanno qui la propria residenza, le quali si aggiungono a quelle del comparto B2G.
Anche la Germania prevede l’estensione capillare della fatturazione elettronica nel 2026, con la fine di un momento transitorio dove potevano coesistere i documenti digitali e cartacei. L’obbligo di invio telematico è previsto per il 1° gennaio 2027 per le imprese con fatturato superiore agli 800.000 euro, con un’estensione alla totalità delle imprese per il 2028.
Altri Paesi che stanno adottando un sistema affine a quello italiano sono Spagna, Lettonia, Emirati Arabi Uniti, Croazia, Francia e Polonia.
Le aziende italiane che hanno contatti con il business di tali Stati dovranno farsi trovare pronte.
