Al via il forum di Davos: tra guerra in Ucraina, crisi energetica e caos in Brasile

In tutto attesi 52 capi di Stato e di governo e circa 600 top manager. Per l'Italia ci sarà il ministro dell'Istruzione Valditara

Al via il forum di Davos: tra guerra in Ucraina, crisi energetica e caos in Brasile
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16 Gennaio 2023 - 10.17


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Si apre oggi a Davos il Forum economico mondiale (Wef), in un momento di incertezze internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi energetica e alla minaccia di recessione. Come esprime lo stesso titolo scelto – ‘La cooperazione in un mondo frammentato’- dell’appuntamento annuale dell’elite globale di leader del mondo del business, politici ed economisti.

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Tra i protagonisti della scena internazionale sono attesi il cancelliere tedesco Olaf Scholz e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, affiancata dal suo vice Valdis Dombrovskis, e la Presidente del Parlamento Roberta Metsola. Attesi anche il Commissario per gli affari economici Paolo Gentiloni e il Commissario per il bilancio Johannes Hahn.

Secondo quanto annunciato finora, nella delegazione italiana vi sarebbe solo un esponente del governo, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Sul fronte economico molta attesa per la presidente della Banca centrale europea, la francese Christine Lagarde e per la Presidente del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva.

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In tutto sono attesi 52 capi di Stato e di governo attesi e circa 600 top manager. Ed inoltre non si escludono sorprese dell’ultimo momento: alcune delegazioni hanno chiesto di non rivelare tutti i loro rappresentanti per motivi di sicurezza, ha affermato qualche giorno fa il presidente del Wef, Borge Brende, presentando il programma per l’apertura ufficiale – martedì mattina dopo il lancio informale domani sera – a cui parteciperanno anche due personalità ancora non annunciate.

La Casa Bianca ha confermato che Joe Biden non sarà a Davos, e neanche la sua vice Kamala Harris o il segretario di Stato Antony Blinken. Parteciperanno invece l’inviato per il Clima, John Kerry, il direttore dell’Fbi Christopher Wray insieme a Avril Haines, a capo dell’intelligence nazionale. Poco probabile anche l’arrivo di Xi Jinping, che dall’inizio del Covid ha lasciato solo una volta, per il G20 a Bali, la Cina ora alle prese con una nuova violenta ondata della pandemia.

La Russia è boicottata da Davos dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, con quest’ultima che dovrebbe inviare al Forum una delegazione più ristretta rispetto allo scorso maggio.

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Il conflitto sarà comunque, assicura Brende, uno degli argomenti principali del Forum, con l’intervento del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Ed i nuovi due membri dell’Alleanza Atlantica, Svezia e Finlandia, invieranno rispettivamente la ministra degli Esteri, Ann Christin Linde, e la premier Sanna Marin.

La situazione politica in Brasile, dopo l’assalto alle istituzioni democratiche di domenica scorsa da parte dei sostenitori dell’ex presidente Jair Bolsonaro, esclude anche la possibilità che tra gli ospiti a sorpresa vi possa essere Luiz Inacio Lula da Silva che ha comunque deciso di inviare due pesi massimi del suo governo: il ministro delle finanze Fernando Haddad e la ministra dell’ambiente Marina Silva. La presenza di quest’ultima conferma come l’ambiente e la crisi climatica saranno infatti un altro argomento centrale del Forum.

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