La riforma delle tasse chi premia? I poveri o i ricchi?

Le aliquote Irpef calano da cinque a quattro grazie ai sette miliardi stanziati dalla legge di Bilancio. Per chi ha un reddito fino a 15mila euro non cambia nulla, l’aliquota - che interessa circa 30 milioni di contribuenti - resta al 23%.

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Riforma fiscale
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6 Dicembre 2021 - 11.57


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La riforma della tasse, secondo le ultime stime e dati raccolti, sembra non andare proprio verso la tanto ricercata equità sociale né verso una giusta redistribuzione delle risorse tra chi ha di più e chi ha di meno.

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Risparmi in busta paga tra i 300 e i 707 euro per i redditi tra i 40mila e i 75mila euro. Sono i nuovi conteggi, forniti da un articolo del Sole 24 Ore, fatti sulla base dei nuovi calcoli del Governo in vista dell’entrata in vigore, dal prossimo anno, della riforma fiscale dell’Irpef.

Dopo aver accantonato l’idea di un contributo di solidarietà per i redditi over 75mila, col cui ricavato finanziare parte della riduzione delle bollette, l’esecutivo guidato da Mario Draghi non ha cambiato comunque l’impianto della riforma della tassazione dei redditi che prevede modifiche alle aliquote, portate da 5 a 4, e degli scaglioni.

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Le aliquote Irpef calano da cinque a quattro grazie ai sette miliardi stanziati dalla legge di Bilancio. Per chi ha un reddito fino a 15mila euro non cambia nulla, l’aliquota – che interessa circa 30 milioni di contribuenti – resta al 23%.

Nella fascia successiva, quella da 15mila a 28mila, arriva la prima modifica al sistema fiscale prodotta dalla maggioranza: l’aliquota scende al 25% dal precedente 27%.

Oltre la soglia dei 28mila euro cambia lo scaglione e cambia l’aliquota: se fino a ieri tra i 28mila e i 55mila l’aliquota era del 38%, con la nuova impostazione scende al 35% per i redditi fino a 50mila euro.

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Sopra i 50mila, invece, si pagherà il 43%, cancellando così la precedente aliquota del 41% che era valida per i redditi compresi tra i 55mila e i 75mila (e che poi saliva al 43%).

Veniamo ai risparmi. Nei calcoli aggiornati e forniti dal Sole 24 Ore si tiene conto, oltre che delle modifiche, anche dell’impatto delle detrazioni fiscali che, com’è noto, rappresentano uno degli assi portanti del sistema di tassazione dei redditi in Italia.

Scrive il Sole: “I risultati parlano di un risparmio d’imposta massimo da 707,2 euro nella fascia di reddito fra 40 e 45mila euro; fra 45 e 55mila la riduzione vale in media 677,8-679,8 euro all’anno, per poi ridursi progressivamente al crescere del reddito fino ad attestarsi a 298,3 euro dai 75mila lordi annui in su”.

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Si tratta di risparmi medi, che mutano a seconda della professione alla quale, com’è noto, sono connesse tipologie di detrazioni differenti. Ad esempio, nella fascia tra i 35mila e i 40mila, il risparmio per i lavoratori dipendenti sarà di 465 euro, 328 euro per i pensionati, 225 euro per i non dipendenti. Tra i 40mila e i 45mila: 844 euro per i dipendenti, 460 euro per i pensionati e 340 per i lavoratori non dipendenti.

Tra i 45mila e i 50mila: 740 euro per i dipendenti, 593 per i pensionati, 448 per i non dipendenti. Tra i 50mila e i 55mila: 700 euro per i dipendenti, 677 euro per i pensionati e 568 per i non dipendenti. Via via che si sale col reddito, il beneficio va scalando, fino ad arrivare ai circa 300 euro medi per i redditi oltre i 75mila euro.

Chi resta fuori dai risparmi è la fascia compresa tra i 20mila euro e i 35mila euro, soglia oltre la quale si crea quasi uno scalone: in questo intervallo i guadagni medi per i contribuenti (dipendenti, pensionati e non dipendenti) variano infatti tra i 135 euro e i 165 euro annui. Qualche vantaggio in più per i redditi compresi tra ottomila e 20mila: 188 euro in media.

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Scrive sempre il Sole il lavoro dei tecnici del Ministero del Tesoro non è ancora terminato. Al momento si lavora a una salvaguardia per i redditi tra i 15mila e i 28mila. Per loro, con l’abbassamento dell’aliquota Irpef dal 27 al 25% si vuole evitare che le detrazioni possano condurre all’incapienza. In altre parole, pagando meno Irpef il rischio per taluni che già usufruiscono di detrazioni per carichi familiari diversi dai figli (questi ultimi ricondotti nell’assegno familiare) o per ristrutturazione edilizia, mobili e risparmio energetico, potrebbero ritrovarsi con meno “spazio” fiscale per le detrazioni, andando così a perderne una parte. Su questo il Governo sta limando gli ultimi dettagli.

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