Schäuble su Draghi: "Spero confermi i principi anche da premier"

Il presidente del Bundestag al Financial Times torna a battere il chiodo sul rischio di "pandemia del debito"

Draghi e Schauble
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3 Giugno 2021 - 10.40


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L’esempio di “falco” europeo per antonomasia, il tedesco Wolfgang Schäuble, ex ministro delle Finanze e ora presidente del Bundestag, dalle colonne del Financial Times torna a mettere in guardia dal pericolo di una “pandemia del debito”, invocando il ritorno di una disciplina di bilancio più rigorosa per impedire che l’inflazione inneschi una “svalutazione della valuta che potrebbe assumere una dinamica praticamente inarrestabile”. Un tema già affrontato in un recente articolo sul Sole24Ore a cui hanno risposto, su Huffpost, il ministro Renato Brunetta e l’economista Alberto Quadrio Curzio. Questa volta Schäuble chiama in causa direttamente il premier italiano Mario Draghi, ricordando di aver più volte discusso con lui dell’“azzardo morale” di eliminare le pressioni esterne per la parità di bilancio nei Paesi con alti livelli di debito.
“Lasciati a se stessi, i membri di una confederazione di stati rischiano di soccombere alla tentazione di contrarre debiti a spese della comunità”, scrive Schäuble. “Ho discusso più volte di questo “azzardo morale” con Mario Draghi. Siamo sempre stati d’accordo che, data la struttura dell’Unione monetaria europea, la competitività e le politiche finanziarie sostenibili sono responsabilità degli Stati membri”. “Sono sicuro che [Draghi] intende sostenere questo principio come presidente del Consiglio italiano. È importante per l’Italia e per l’UE nel suo insieme. Altrimenti avremo bisogno di un’istituzione europea con poteri per far rispettare le regole concordate congiuntamente. Ciò richiederebbe modifiche al trattato”.
L’intervento di Schäuble mostra l’importanza delle elezioni politiche di settembre in Germania, dove – a meno di un exploit dei Verdi, che si contendono con la Cdu la guida del paese – il tema europeo della disciplina di bilancio sembra destinato a ritornare con forza.
Scrive infatti l’ex ministro tedesco: “… prendere a prestito in tempi di crisi per stabilizzare l’economia ha senso, purché non si dimentichi la questione del rimborso. La necessità di ripagare il debito in un secondo momento viene spesso trascurata. Molti governi si concentrano sulla parte “facile” del keynesismo – l’indebitamento – e poi rimandano il rimborso dei loro debiti. Questo porta ad una continua espansione del debito sovrano. Prima o poi, l’inflazione incombe”.
E ancora: “Dobbiamo tornare alla normalità monetaria e fiscale. L’onere del debito pubblico deve essere ridotto. Altrimenti, c’è il pericolo che la pandemia di Covid-19 sia seguita da una “pandemia del debito”, con terribili conseguenze economiche per l’Europa. Con l’invecchiamento della popolazione, i paesi dell’UE faranno fatica a eguagliare gli Stati Uniti e la Cina in termini di produttività e competitività se consentiranno che un debito eccessivo metta a repentaglio la loro flessibilità finanziaria. Pertanto, tutti i membri della zona euro devono impegnarsi per tornare a una disciplina di bilancio più rigorosa”.
Schäuble suggerisce quello che considera un “approccio promettente per Bruxelles”: un patto di riscatto del debito della zona euro, simile ai fondi di ammortamento del “modello Hamilton”, dal nome di Alexander Hamilton che convinse i singoli Stati Usa a mutualizzare i debiti statali e trasferirli al governo federale. “Il piano di rimborso del debito – conclude – ha funzionato e potrebbe funzionare anche oggi. Fornisce una strategia mista di “carota e bastone” come quella perseguita dal Fmi – un’altra eredità di Keynes. Sono fiducioso che l’Europa sarà abbastanza saggia da seguire anche l’economista britannico in questo aspetto della sua dottrina”.

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