Il commissario europeo al Lavoro: "L'Italia usi il Recovery Fund per creare nuova occupazione"

"E' arrivata l'ora di attivare delle politiche per il mercato del lavoro. E' il momento di creare posti di lavoro".

Nicolas Schmit

Nicolas Schmit

globalist 14 gennaio 2021
"Avere tanti miliardi di euro deve essere collegato all'occupazione, il Piano per la ripresa serve a modernizzare l'economia". "Il vaccino" dice "potrebbe evitare un ulteriore peggioramento del mercato ma non torneremo più alla situazione pre-coronavirus: il lavoro in remoto sarà parte integrante della nostra vita". Parla così a NewsMediaset il commissario europeo per il Lavoro Nicolas Schmit.

Commissario Schmit, tra le conseguenze del coronavirus, c'è una drammatica crisi del lavoro. Quali sono le sue previsioni per i prossimi mesi ?


Non sappiamo esattamente come evolverà questo virus. Ora abbiamo il vaccino e dobbiamo procedere con le vaccinazioni. Sono cautamente ottimista che, quanto meno, non avremo un maggiore crollo dell'occupazione e un ulteriore peggioramento del mercato del lavoro.


Parliamo dell'Italia. A fine marzo verrà eliminato lo stop ai licenziamenti. Tanti lavoratori stanno scendendo in strada per manifestare le proprie difficoltà. Che consiglio si sente di dare al governo del nostro Paese?


E' arrivata l'ora di attivare delle politiche per il mercato del lavoro. E' il momento di creare posti di lavoro. Non dimentichiamoci che stiamo aspettando il Recovery e Resilience Fund. Lo scopo del Recovery Fund è proprio quello di supportare la ripresa e quando parliamo del Recovery stiamo parlando di creare occupazione. Mi spiego: non solo salvare posti di lavoro ma crearne di nuovi, modernizzando l'economia. Avere tanti miliardi di euro deve essere necessariamente collegato a generare lavoro.Crede che il mondo del lavoro tornerà mai ad essere come prima della pandemia? Sto pensando soprattutto alla modalità in remoto, divenuta ormai una abitudine in tempi di pandemia.


Non torneremo alla situazione che c'era prima della pandemia. Ci sarà, auspico, una sorta di bilanciamento tra la modalità a distanza e quella in presenza. Ma il lavoro in remoto sarà, per molte persone, parte integrante di come organizzeranno la loro vita lavorativa.