Tridico replica: "Non mi sono aumentato lo stipendio, è solo un attacco al governo"

Il presidete dell'Inps: "Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda che, soprattutto in Rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona".

Tridico

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globalist 27 settembre 2020

Al di là delle legittime polemiche, l’unica cosa che sorprende è che alla guida delle proteste ci si sia messa la Lega, ossia la forza politica che quando era al governo aveva approvato gli aumenti degli stipendi.

"Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda che, soprattutto in Rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ribadisco che non mi è stato riconosciuto un arretrato di 100mila euro e che l'aumento non l'ho deciso io".
Lo ha detto il presidente Inps Pasquale Tridico in una lettera a Repubblica. Il quotidiano replica: è quanto scritto in atti interministeriali.
Tridico si rivolge all'autore di un articolo nel quale il presidente Inps intravede inesattezze e che ruoterebbe intorno a due falsi:. "Per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso - scrive -. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il presidente dell'Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il Cda e ne ho assunto la carica di presidente".



"Il secondo falso - aggiunge - è che non è nei poteri del presidente o di qualsiasi altro organo dell'istituto determinarsi i compensi". 
Il quotidiano replica spiegando che l'articolo "riporta fedelmente il contenuto di atti ufficiali quale un decreto interministeriale che aumenta i compensi... dalla data di nomina del presidente e scritto in modo da autorizzare il riconoscimento degli arretrati".
 Al di là del fatto tecnico e burocratico, Tridico vede nell'esasperazione di questa notizia il tentativo politico di attaccare l'esecutivo Conte. "Infangano me per colpire il governo" dice alla Stampa, ribadendo di non aver alcuna intenzione di dimettersi. E rilancia, tirando in ballo il collega di area leghista Gian Carlo Blangiardo: "Perché se il presidente dell' Istat prende 240mila euro non si scandalizza nessuno?".