Commercialisti della Lega arrestati: il prestanome Sostegni di nuovo davanti ai pm

Secondo gli inquirenti milanesi, il 62enne avrebbe rivestito il ruolo di prestanome di Scillieri nell'operazione che portò Lombardia Film Commission ad acquistare un capannone a Cormano per 800 mila euro.

Salvini

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globalist 16 settembre 2020

Luca Sostegni, il 62enne in carcere da metà luglio scorso nell'ambito dell'inchiesta su Lombardia Film Commission, sarà sarà nuovamente interrogato dai magistrati milanesi che indagano sulla fondazione regionale per la promozione del patrimonio cinematografico lombardo. L'interrogatorio - il quarto da quando Sostegni è detenuto - è stato fissato per venerdì 25 settembre.

Sostegni è uno dei personaggi chiave dell'inchiesta condotta dal pm Stefano Civardi e dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco insieme ai tre commercialisti vicini alla Lega: l'ex presidente di Lombardia Film Commission e attuale direttore amministrativo della Lega al Senato, Alberto Di Rubba, il revisore dei conti del Carroccio alla Camera, Andrea Manzoni, e Michele Scillieri, titolare dello studio milanese dove nel 2017 venne registrato il movimento "Lega per Salvini premier".


Sono tutti agli arresti domiciliari per turbata libertà nella scelta del contraente e peculato, con Scillieri accusato anche di sottrazione fradolenta al pagamento delle imposte. Su Sostegni, detenuto nel carcere milanese di San Vittore, pende anche l'accusa di estorsione.
Secondo gli inquirenti milanesi, il 62enne (arrestato mentre si stava preparando ad andare in Brasile) avrebbe rivestito il ruolo di prestanome di Scillieri nell'operazione che a fine 2017 portò Lombardia Film Commission ad acquistare un capannone a Cormano, comune alle porte di Milano, per 800 mila euro.
A vendere l'immobile alla fondazione regionale allora presieduta da Di Rubba fu Andromeda, società riconducibile a Scillieri che a inizio 2017 l'aveva rilevata per 400 mila euro dalla Paloschi, società in liquidazione amministrata da Sostegni, che tuttavia non incassò mai quella somma. I pm milanesi sospettano che i tre commercialisti si siano spartiti tra loro almeno 500 mila euro, mentre 250 mila euro sarebbero state incassate dalla fiduciaria Fidirev e da lì trasferiti in un conto svizzero intestato a una fiduciaria panamense. Sostegni avrebbe ricattato Scillieri, Di Rubba e Manzoni, chiedendo loro soldi in cambio del suo silenzio sull'operazione immobiliare di Cormano.


L'inchiesta milanese, in una prima fase focalizzata sulla compravendita del capannone di Cormano, si è poi allargata portando alla luce una serie di operazioni finanziarie sospette effettuate alla filiale Ubi di Seriate, comune della provincia di Bergamo, dove Lombardia Film Commission aveva aperto un proprio conto corrente e dove i tre commercialisti sotto indagine avevano depositato diverse somme di denaro. L'ex direttore della filiale, Marco Ghilardi, venne licenziato per non aver segnalato a Bankitalia una serie di operazioni sospette effettuate su quei conti. Ma negli ultimi giorni l'Uif di Bankitalia ha trasmesso alla Procura di Milano altre operazioni sospette segnalate da direttori di banca. Segnalazioni che riguardano movimentazioni di denaro anomale da parte di imprenditori che gravitano nell'orbita del Carroccio o di società riconducibili ai tre commercialisti. Mentre la procura di Genova continua a indagare sui 49 milioni di euro di rimborsi elettorali della Lega spariti nel nulla, i pm di Milano sono a caccia di presunti fondi neri riconducibili al partito guidato da Matteo Salvini.