Guadagnano 12 mila euro al mese: 5 deputati hanno chiesto all'Inps il bonus da 600 euro

Si tratta della cifra poi salita a 1.000, prevista dai decreti Cura Italia e Rilancio, per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva. Segnalazione dalla direzione centrale Antifrode dell'Inps.

Montecitorio, camera dei deputati
Montecitorio, camera dei deputati
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9 Agosto 2020 - 12.12


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Una brutta vicenda che, comunque, non è l’unica visto che in piena emergenza Covid furbi e furbetti hanno fatto a gara a chiedere e prendere soldi nonostante non versassero in cattive condizioni economiche.
Cinque deputati hanno chiesto all’Inps il bonus da 600 euro mensili, poi elevato a 1.000, previsto dai decreti Cura Italia e Rilancio, per sostenere il reddito di autonomi e partite Iva.

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La segnalazione arriva dalla direzione centrale Antifrode, Anticorruzione e Trasparenza dell’Inps.

L’Inps non fa i nomi, ma sui social c’è chi chiede al presidente della Camera Roberto Fico di rendere note le identità dei parlamentari beneficiari.

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Per l’Istituto di previdenza l’erogazione delle indennità non presenta irregolarità, nonostante gli oltre 12mila euro intascati dai cinque onorevoli per il loro seggio a Montecitorio anche durante il lockdown.
A norma di legge, spiega La Repubblica, i cinque “furbetti di Montecitorio'”, come il quotidiano li definisce, sono tutti i possessori di partita Iva, liberi professionisti e co.co.co. Così, come altre categorie di lavoratori autonomi, avevano dunque diritto all’indennità.
 Sui social esplode la polemica. I cinque deputati hanno ritenuto che durante l’emergenza i 12.439 euro di stipendio netto guadagnati ogni mese dalla Camera non fossero sufficienti. Né i privilegi e i benefit di cui godono: dalle agevolazioni bancarie alla possibilità di viaggiare gratis, qualsiasi mezzo scelgano – treno, aereo o nave che sia – a spese del contribuente. “Troppo poco o comunque non abbastanza per i furbetti di Montecitorio”, sottolinea La Repubblica.
 Fico: “Chiedano scusa e restituiscano tutto” – Il presidente della Camera Roberto Fico su Facebook: “È una vergogna che cinque parlamentari abbiano usufruito del bonus per le partite iva. Questi deputati chiedano scusa e restituiscano quanto percepito. È una questione di dignità e di opportunità. Perché in quanto rappresentanti del popolo, abbiamo degli obblighi morali, al di là di quelli giuridici. È necessario ricordarlo sempre”.
 “Oggi La Repubblica parla di 5 parlamentari, di 5 poveri furbetti che durante la pandemia hanno avuto il coraggio di avanzare richiesta allo Stato per avere il bonus di 600 euro riservato ai lavoratori autonomi e alle partite Iva in difficoltà. Evidentemente non gli bastavano i quasi 13mila euro netti di stipendio al mese, non gli bastavano tutti i benefit e privilegi di cui già godono. È vergognoso. È davvero indecente”, scrive Luigi Di Maio su Facebook. “I nomi di queste 5 persone sono coperti dalla legge sulla privacy. Bene, siano loro allora ad avere il coraggio di uscire allo scoperto. Chiedano scusa agli italiani, restituiscano i soldi e si dimettano, se in corpo gli è rimasto ancora un briciolo di pudore”, aggiunge specificando che “non importa di quale forza politica” siano. 

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