Soumahoro a Salvini: "Anche il cibo che consuma lei è frutto dello sfruttamento"

Scontro tv tra il sindacalista Usb il capo della Lega. "Regolarizzateci o sarà sciopero". "Ma scioperano i clandestini adesso? Ma in che Paese viviamo, dai scusate..."

Salvini e Aboubakar Soumahoro
Salvini e Aboubakar Soumahoro
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10 Maggio 2020 - 17.02


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Uno che difende i diritti dei lavoratori, anche quando hanno la pelle nera. E uno xenofobo che ha nella sua propaganda associa spesso e volentieri gli stranieri ai criminali e al vero pericolo per la sicurezza.
Così c’è stato un botta e risposta piccato tra Aboubakar Soumahoro, sindacalista italo-ivoriano del Coordinamento Lavoratori agricoli Usb, e Matteo Salvini, sui diritti dei braccianti agricoli non regolarizzati.
Lo scontro è andato in scena in tv nella trasmissione “In mezz’ora in più” su Raitre di Lucia Annunziata.
Al momento dei saluti, il sindacalista, portavoce dei migranti irregolari, dice: “Il governo faccia la regolarizzazione altrimenti è sciopero!”. Il leader della Lega ribatte: “Ma scioperano i clandestini adesso? Ma in che Paese viviamo, dai scusate…”.
Aboubakar Soumahoro ribatte: “Scioperiamo anche per lei in quanto consumatore, perché il cibo che consuma è frutto dello sfruttamento, scioperiamo per 60 milioni di italiani. E’ uno sciopero dei lavoratori stranieri che lottano anche per i braccianti italiani”. 
Salvini sempre più piccato: “Io mi preoccupo dei tanti lavoratori italiani e stranieri che sono in difficoltà, che hanno perso il lavoro”.
Prima del battibecco, il sindacalista dell’Usb aveva invitato l’ex ministro dell’Interno “a metter gli stivali e venire nei campi insieme a noi. Bisogna salvare le vite dal coronavirus. Venga nei campi e parliamo di caporalato che noi combattiamo stando qui sul campo”. 
Salvini gli risponde: “Guardi, ne ho girate forse più di lei di aziende agricole e nessuno mi chiede schiavi. Il problema è che se noi continuiamo a regolarizzare immigrati irregolari abbiamo schiavi, io non voglio che la gente vada a lavorare nei campi a tre euro all’ora e la sanatoria di massa porta altro sfruttamento. L’unica cosa che non condivido con lei è la sanatoria di massa, per il resto sono d’accordo. Mi accusano di andare in troppe aziende agricole e di non stare in ufficio, ne conosco tante di aziende agricole. Il problema è che se non tagli le tasse e la burocrazia agli imprenditori agricoli adesso poi non riparti mai più”.

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