La Destra a favore del partito dei furbi: "No al Daspo per i commercialisti infedeli"

L'ennesima proposta per combattere l'evasione viene ostacolata dalla destra, che appoggia i furbi di tutta Italia

Evasione

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globalist 2 ottobre 2019
Fratelli d'Italia e anche la Lega si scagliano con violenza contro la proposta di Daspo per i commercialisti infedeli, ossia chi dichiara cifre non veritiere, come misura per la lotta all'evasione fiscale. La proposta, targata cinque stelle, ha suscitato non solo l'ira dei commercialisti stessi, che l'hanno definita 'inaccettabile', ma anche quella di Fratelli d'Italia. 
Giorgia Meloni ha infatti dichiarato: "Vogliono il Daspo per i commercialisti che fanno attestazioni infedeli ma non ascoltano la stragrande maggioranza dei commercialisti onesti quando dicono che gli Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) sono una follia vessatoria peggio degli studi di settore, che la pressione fiscale in Italia è fuori controllo e spesso crea purtroppo evasione di sopravvivenza da parte delle aziende, soprattutto piccole, che la quantità di passaggi burocratici in cui sbatte chi vuole solo lavorare e dare lavoro è inaccettabile, che lo Stato in Italia è troppo spesso il primo nemico di chi intraprende"
Il blocco frontale della destra italiana contro il Daspo per commercialisti è l'ennesima barricata alzata contro qualsiasi proposta per combattere efficacemente l'evasione fiscale. Si parte con Salvini che difende l'uso del contante a spron battuto, quando è chiaramente il modo in cui maggiormente vengono pagati i lavori in nero; poi c'è la riforma del catasto, che propone di rivedere quei pagamenti catastali di chi possiede delle proprietà che hanno un valore molto più elevato rispetto a quanto pagato al fisco. Insomma, ancora una volta non più tasse per tutti, ma solo per chi fino a questo momento ha fatto il furbo. 
Qualcuno, infine, dovrebbe informare Giorgia Meloni che i commercialisti non sono obbligati per legge a dichiarare cifre false per i loro clienti. Quindi, un commercialista infedele sta violando la legge: se per una percentuale è dovuto a un 'errore' in buona fede, esistono tanti altri casi in cui parliamo di complicità nel reato di evasione.