Finiti i selfie Di Maio e Salvini si inchinano a Bruxelles: tagli per 7,6 miliardi

Nel tentativo di evitare la procedura di infrazione il governo vara un decreto per sistemare il bilancio

Di Maio e Salvini

Di Maio e Salvini

globalist 1 luglio 2019
Vi ricordate il duo Di Maio e Salvini prima delle Europee che promettevano ferro e fuoco, tanto le elezioni avrebbero spazzato via l'Unione Europea di Popolari e Socialisti per dare il testimone a sovranisti e populisti?
Le cose non sono andate così. E quindi, dopo aver fatto tanto i gradassi, dopo aver inveito contro l'Europa, dopo aver dato sempre la colpa agli altri, migranti e scie chimiche in primo luogo, alla fine visto che i selfie e le sboronate social non attecchivano hano dovuto rivedere il bilancio. 
Il governo ha ridotto il deficit 2019 di 7,6 miliardi e ha varato un decreto con misure urgenti che 'congela' 1,5 miliardi di euro di risparmi del reddito di cittadinanza e quota 100 per destinarli al "miglioramento dei saldi di finanza pubblica".
Con il via libera del Consiglio dei ministri all'assestamento e al rendiconto viene certificato un "sensibile miglioramento" dei saldi rispetto alle previsioni iniziali e complessivamente il Piano anti-procedura Ue messo a punto dal governo rende "ingiustificato l'avvio di una procedura di infrazione per deficit eccessivo nei confronti dell'Italia" in quanto il quadro di finanza pubblica italiano è "ampiamente compliance" con le regole Ue. Nessun "impegno formale", invece, sul 2020, così come aveva invece sollecitato Bruxelles all'Italia.
Al termine del Cdm il Tesoro diffonde una nota nella quale chiarisce che quest'anno "l'indebitamento netto dell'Italia si ridurrà di 7,6 miliardi" rispetto alle previsioni del Def di aprile per effetto dei provvedimenti adottati dal governo "senza per questo penalizzare l'impegno del governo a favore della crescita economica, della coesione sociale e della stabilità finanziaria del Paese: tutte priorità che verranno confermate anche nella prossima legge di bilancio 2020".
L'aggiustamento strutturale di bilancio sarà quindi "pari a oltre 0,3 punti percentuali di Pil", prosegue il Mef. Un pò oltre il 2,1% annunciato nel giorni scorsi, ma più vicino al 2%. Fonti governative hanno fatto sapere che il target scritto nero su bianco sarà il 2,04% (rispetto al 2,4% del Def di aprile), tornando alla soglia faticosamente concordata con la Ue a dicembre dopo la lunga trattativa durante la legge di bilancio.
Intanto, l'assestamento certifica che nel 2019, il conto delle pubbliche amministrazioni registra maggiori entrate tributarie e contributive per 3,5 miliardi di euro e maggiori entrate non fiscali - che comprendono gli utili e i dividendi - per ulteriori 2,7 miliardi. Dal lato delle spese, invece, l'assestamento alloca maggiori risorse (1,15 miliardi) per finanziare l'integrazione del Fondo sviluppo e coesione, il finanziamento del Tpl per 300 milioni, l'integrazione delle risorse per la misura 'Card diciottenni' e per il funzionamento dell'Agenzia delle entrate. Ulteriori risorse, per 204 milioni di euro netti, sono associate al Fondo politiche sociali, al funzionamento delle Università e al Fondo per il diritto allo studio. Il Mef precisa che tali maggiori spese sono parzialmente compensate da minori spese per erogazioni associate alle deferred tax assets (Dta) e minori interessi.