Conte prende tempo: con l'Europa la trattativa è complessa

Il premier rimanda i nodi con Bruxelles e parla di progetti del futuro. Propaganda

Conte in Conferenza Stampa

Conte in Conferenza Stampa

globalist 21 giugno 2019
Dalla conferenza stampa di oggi emerge un Giuseppe Conte che cerca da un lato di temporeggiare sul fronte Bruxelles, visto che è consapevole che la procedura di infrazione è un rischio che non possiamo permetterci, dall'altro di fare la voce grossa contro il vero premier di questo paese: "La formula a cui dobbiamo mirare è paghiamo meno ma paghiamo tutti. Il mio pensiero è più avanzato e ambizioso di quello di Salvini" annuncia il Presidente del Consiglio, che ha sottolineato come "ora si tratta di sedersi intorno a un tavolo, aspetto proposte concrete, siamo tutti d'accordo, determinati verso l'obiettivo, lo abbiamo messo a fuoco, si tratta di tradurre i proponimenti in misure concrete".
"Sulla flat tax - ha aggiunto - come già detto io sono molto ambizioso. Sono a conoscenza dell'inefficienza e dell'iniquità del sistema fiscale. Occorre una riforma forte e complessiva e avanzata. Non mi accontento di intervenire su un aliquota: voglio realizzare un patto fiscale tra fisco, amministrazione finanziaria e contribuenti. Solo con una visione strategica possiamo far marciare il Paese".
"La Commissione europea ha operato delle proiezioni, una stima, noi invece abbiamo un costante monitoraggio, i numeri reali li abbiamo noi": così Conte ha risposto a proposito delle critiche da parte del governo alle cifre sui conti pubblici sulla base delle quali è partita la procedura di infrazione europea. "Se mi riunisco con i tecnici del Mef e della Ragioneria ho l'aggiornamento concreto quanto meno fino a giugno - ha spiegato - perciò la proiezione nostra è più rispondente alla realtà".
Quello con l'Ue per evitare la procedura d'infrazione è "un negoziato molto difficile e complesso", ma "a me interessa che ci sia un approccio costruttivo di tutte le parti che siedono attorno al tavolo", ha indicato il presidente del Consiglio spiegando che "l'interesse dell'Italia è l'interesse dell'Europa", ma "non possiamo mettere in campo qui pubblicamente le misure" possibili sulla trattativa.
Il premier ha poi mostrato sicurezza sulla tenuta del governo: "Sono partito con la convinzione acquisita che ci sia un clima di fiducia, di dialogo positivo e costruttivo. Rispetto la stampa ma non esageriamo che addirittura ogni volta le sorti del governo siano appese a quello che scrivete. Non c'è nessun segnale che si torni indietro, stiamo andando avanti e siamo determinati, si tratta di portare sul tavolo proposte concrete".
Sulle nomine ai vertici delle istituzioni europee, ha sottolineato, "non è stato ancora raggiunto un accordo". "Di nomine abbiamo parlato sino a mezzanotte inoltrata al vertice formale - ha spiegato il premier al termine del Consiglio europeo - è chiaro però che in un vertice a 28, nonostante avessimo i dispositivi elettronici bloccati e fossimo isolati, si ha un po' di pudore e di prudenza a parlare esplicitamente di nomi quando non siamo ancora in una fase finale" perché "chi non vuole bruciare un candidato... ci sono delle tattiche".
Gli incontri per le nomine
Questo vertice europeo è anche "una prova di resistenza fisica", ha affermato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte incontrando i giornalisti in attesa all'ingresso e rivendicando il ruolo "centrale" della Penisola nelle nomine dei prossimi "top jobs" comunitari. "Qui si continua a lavorare di giorno, di sera e anche di notte, fino alle 4 del mattino siamo stati a parlare", anche con la cancelliera della Germania Angela Merkel e con il presidente francese Emmanuel Macron, in bilaterali informali.
Si lavora, ha spiegato, "per cercare di trovare una soluzione per quanto riguarda le procedure e per quanto riguarda le nomine dei vertici europei. Non abbiamo ancora trovato una soluzione ma continueremo a lavorarci, anche al G20 di Osaka e poi formalmente al prossimo Consiglio Ue". Secondo Conte "l'Italia ha un rilievo centrale in questo contesto, anche se non sempre alcuni italiani se ne rendono conto".