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La Lega insiste sulla carta straccia: "Sui minibot decidiamo noi e non Tria"

Claudio Borghi: "le leggi le fa il Parlamento, non i tecnici. La responsabilità politica è nostra"

Claudio Borghi
Claudio Borghi

globalist

15 Giugno 2019 - 08.46


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Insistono con le patacche e la carta straccia per risollevare l’economia: “I minibot servono “a migliorare ancora la situazione. Chi deciderà di prenderli volontariamente farà una pratica in meno e si accelereranno i rimborsi”. A sostenerlo è il presidente della Commissione Bilancio della Camera ed esponente della Lega, Claudio Borghi sottolineando che chi dice che così si aumenta il debito o si alzano le tasse “finge di non capire. Se i minibot vengono assegnati a chi ha un credito, dall’altra parte c’è la Pubblica amministrazione che ha già un debito. Se poi non è ancora contabilizzato, non è ancora nei parametri di Maastricht, non significa che sia nuovo. L’unico modo per non far emergere quel debito sarebbe non pagarlo mai”.
Per Borghi il minibot “non è una moneta” parallela : “è un metodo di pagamento come le carte di credito”. I minibot, aggiunge, “sono solo un aiuto in caso di difficoltà nei pagamenti. Non sappiamo cosa può succedere. Supponga che ci sia un attacco hacker e si blocchi il sistema normale dei pagamenti: le carte di credito, le cose legate all’euro. Ci sarebbe un’alternativa pronta”.
Il presidente della Commissione Bilancio della Camera comunque ribadisce di volere uscire dall’euro: “sì, non ho mai cambiato idea. Ma il governo si basa su un contratto in cui non c’è il ritorno a uno Stato pre Maastricht, com’era nel programma della Lega. E io da democratico mi attengo a quel contratto”. In merito alla perplessità del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, Borghi sottolinea: “credo che Tria e Conte siano spaventati dall’ondata di disinformazione che c’è stata. Sono fiducioso che si convinceranno”. E se non accadesse ? “le leggi le fa il Parlamento. È giusto che un tecnico abbia le sue convinzioni, ma la responsabilità politica è nostra. Decidiamo noi”.
Borghi nell’intervista a ‘La Repubblica’ risponde all’obiezione principale riguardo ai minibot: “perché non emettiamo 30 miliardi di Btp per poi pagare con bonifico tutto quello che dobbiamo? Primo: con quel sistema si crea subito debito, in qualunque modo lo si contabilizzi. Invece il minibot inizialmente è considerato credito d’imposta, perché tu in realtà hai un titolo che puoi scontare dalle tasse a valore pieno. Quindi più riusciamo a farlo circolare meglio è”.
Il nostro debito, sottolinea ancora Borghi, “è sempre stato considerato una scoria, uno schifo, io invece ho sempre cercato di ricordare alla gente che il debito è anche un credito. Che a fronte del debito c’è il risparmio dei cittadini, quindi vogliamo renderlo bello, attraente. Il nostro debito può essere anche la nostra ricchezza”.

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