Gli appalti cosa nostra sono: Cantone critica lo sblocca-cantieri

Il presidente dell'Anac contro la scelta del governo: "Aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi". Critica anche alle amplissime deroghe ai commissari straordinari

Raffaele Cantone

Raffaele Cantone

globalist 6 giugno 2019
Il governo del cambiamento che aveva come azionista di maggioranza M5s, ifinti paladino della legalità che una volta messe le auguste chiappe sulla poltrona si sono adeguati.
Così, con il pretesto della velocità, della produttività e con un malinteso senso del ‘fare’ hanno approvato il sedicente slocca cantieri che in un paese alle prese con le mafie, i comitati d’affari e un intreccio perverso tra politica e corruzione di fatto mette pa parte regole e controlli.
"Su alcuni aspetti specifici del decreto, tuttavia, qualche rilievo s'impone. Seppure opportunamente ridimensionata rispetto ai 200 mila euro del testo originario, la previsione di una soglia abbastanza alta (150 mila euro) entro la quale adottare una procedura molto semplificata (richiesta di soli tre preventivi) aumenta certamente il rischio di scelte arbitrarie, se non di fatti corruttivi".
Così il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, nel suo intervento in occasione della relazione annuale dell'Autorità Nazionale Anticorruzione alla Camera.
"Alcune opzioni, poi (il ritorno dell'appalto integrato, l'aumento della soglia dei subappalti al 40%, la possibilità di valutare i requisiti per la qualificazione delle imprese degli ultimi 15 anni, le amplissime deroghe al codice concesse ai commissari straordinari), paiono troppo attente all'idea del "fare" piuttosto che a quella del "far bene".
 La sospensione dell'albo dei commissari di gara per un biennio, infine, introdotta in uno degli ultimi emendamenti, - sottolinea - proprio quando questa novità stava per partire, rischia di incidere su un momento topico della procedura, facendo venir meno un presidio di trasparenza, oltre che rendere inutile il cospicuo investimento economico (500 mila euro circa) che l'Autorità ha sostenuto per applicare la disposizione". 
"Il giudizio complessivo sull'impianto resta, però, sospeso anche in attesa che si completi l'iter legislativo della conversione e soprattutto dell'approvazione della legge delega. Un solo suggerimento sia, però, consentito: il settore degli appalti ha assoluto bisogno di stabilità e certezza delle regole, e non di continui cambiamenti che finiscono per disorientare gli operatori economici e i funzionari amministrativi".
L'Anac, "se ci sarà richiesto, farà comunque la propria parte in leale collaborazione con Esecutivo e Parlamento, come ha già cominciato a fare designando, su richiesta del Ministro delle infrastrutture, un proprio componente per il tavolo di lavoro che si sta occupando della scrittura del regolamento", conclude.