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Se si vuole far crescere l'occupazione femminile (ma non si vuole), più posti al nido e alla materna

E oltre il 60% delle donne ha un lavoro. Diversa la situazione nelle regioni del sud. I dati della ricerca della Fondazione Openpolis

Un asilo nido
Un asilo nido

globalist

1 Maggio 2019 - 14.13


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Più asili nido e più posti nelle scuole materne favoriscono l’occupazione femminile. La conferma viene dai dati di una ricerca della Fondazione Openpolis, pubblicata oggi sul portale del centro di ricerca. Nelle quattro regioni (Valle d’Aosta, Umbria, Emilia Romagna e Toscana), dove la presenza di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia arriva al 33% dei bambini da zero a tre anni, il tasso di occupazione femminile supera il 60%. Parallelamente, le regioni con meno occupate coincidono con quelle dove i servizi per la prima infanzia sono meno sviluppati: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Il Consiglio europeo, nel 2002, aveva espresso questa raccomandazione: “Gli Stati membri dovrebbero rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro e sforzarsi per fornire, entro il 2010, un’assistenza all’infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico e per almeno il 33% dei bambini di età inferiore ai 3 anni”. I dati di Openpolis dimostrano come una buona rete di servizi per l’infanzia aiuta le donne a mantenere o trovare lavoro.
Più asili nido e più posti nelle scuole materne favoriscono l’occupazione femminile. La conferma viene dai dati di una ricerca della Fondazione Openpolis, pubblicata oggi sul portale del centro di ricerca. Nelle quattro regioni (Valle d’Aosta, Umbria, Emilia Romagna e Toscana), dove la presenza di asili nido e servizi integrativi per la prima infanzia arriva al 33% dei bambini da zero a tre anni, il tasso di occupazione femminile supera il 60%. Parallelamente, le regioni con meno occupate coincidono con quelle dove i servizi per la prima infanzia sono meno sviluppati: Campania, Sicilia, Calabria e Puglia. Il Consiglio europeo, nel 2002, aveva espresso questa raccomandazione: “Gli Stati membri dovrebbero rimuovere i disincentivi alla partecipazione femminile alla forza lavoro e sforzarsi per fornire, entro il 2010, un’assistenza all’infanzia per almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico e per almeno il 33% dei bambini di età inferiore ai 3 anni”. I dati di Openpolis dimostrano come una buona rete di servizi per l’infanzia aiuta le donne a mantenere o trovare lavoro.

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