Tria lo dice chiaro: "Si dovranno toccare le spese ma anche le tasse"

Il ministro parla su Repubblica, alla vigilia del Def. E indica la ragionevole strada da prendere per la crescita: "Si dovranno toccare entrate, ma anche le spese"

Tria

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globalist 9 aprile 2019
"Il Def sarà essenzialmente a legislazione invariata, tranne l'impatto delle misure sulla crescita che stiamo varando. Si specificherà che si sta lavorando perché la legge di Bilancio accolga una continuazione delle riforma fiscale nella direzione del programma di governo e nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica fissati nello stesso Def che stiamo varando. Evidentemente si tratta di una manovra complessa che dovrà toccare sia il lato delle entrate sia il lato delle spese". Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, intervistato da Repubblica sulla flat tax, tanto reclamata da Salvini ma anche da Di Maio, e sul suo costo cerca di individuare un percorso ragionevole, così come quello fatto per rimborsare i truffati dalle banche. "Gli obiettivi di finanza pubblica fissati dal Def sono quelli entro cui si dovrà operare", sottolinea Tria.

Per la coesione della maggioranza "il lubrificante non può essere la spesa pubblica, se non - in una certa misura - per gli investimenti. E non servono nemmeno risorse finanziarie ingenti, ma si deve invece puntare a riforme, a rivedere norme che non funzionano, per far ripartire l'economia", sottolinea il ministro dell'Economia. "Il dibattito sul codice degli appalti - spiega Tria - è un esempio: devono ripartire gli investimenti. Ovviamente si deve contrastare la corruzione, ma non bloccando tutto. Le norme devono guardare prima di tutto alla fisiologia del sistema e poi affrontare eventuali patologie". Riguardo al Pil, il ministro osserva che "i tassi di crescita a breve sono quelli noti e determinati dalla congiuntura internazionale. E comunque sono in zona positiva. Ma il rischio è che dappertutto, e non solo in Italia, si stia sottovalutando l'importanza della crescita. Anche in Europa se ne parla da poco; fino a qualche mese fa il focus era solo su come prevenire una nuova crisi finanziaria come quella del 2008. E intanto non ci si accorgeva che il vero pericolo è una crisi economica. Al momento - dice ancora Tria - mi fa più paura una crisi economica che si trasmette alla finanza che non il contrario".


Quanto alle polemiche sulla sua persona, agli attacchi velati e non dei vicepremier o di altri, tipo, "Tria vada a fare il fornaio" e giù di lì, il ministro, bonariamente chiosa: "Intanto il fornaio è un lavoro rispettabile". "Nessuno mai - aggiunge - in Consiglio dei ministri, è venuto a dirmi le cose che leggo"