Landini attacca il governo reazionario: "Vogliono fare a meno di sindacato e parti sociali"

Il segretario della Cgil critica i gialloverdi: "Il lavoro non lo creano i centri per l'impiego ma gli investimenti che hanno bloccato"

Gino Strada e Maurizio Landini

Gino Strada e Maurizio Landini

globalist 27 febbraio 2019
Chi c'è al governo? Un gruppo di reazionari il cui scopo è non solo cavalcare odio e rancore per raccattare voti, ma destrutturare la democrazia e le regole democratiche per portare l'Italia verso un plebiscitarmo reazionario tipico di personaggi come Erdogan.
Uno Stato e un governo potenzialmente non distante da quello del film V come vendetta e che, oltre a delegittimare la libera stampa, vuole distruggere i sindacati, come tutti gli organismi intermedi e di mediazione.
Con grande gioa del peggiore padronato e degli sfuttatori.
Maurizio Landini, nuovo segretario generale della Cgil promette battaglia per la difesa dei lavoratori: "Il governo ha scelto ad oggi di non avere un`interlocuzione con i sindacati, di fatto sta scegliendo di non riconoscere le parti sociali e i sindacati che le rappresentano, e fa un errore molto grave secondo me, perché da solo non lo cambia questo Paese. Anche altri a un certo punto hanno pensato di poter fare senza il sindacato, ma faccio notare che oltre a non aver cambiato il Paese, hanno avuto anche grandi problemi di consenso".
"Mai stati in disaccordo a combattere la povertà - ha aggiunto -, ma ormai siamo in un paese in cui si è poveri anche lavorando. I salari sono molto bassi e le condizioni pesantissime. Noi siamo convinti che fosse meglio il Rei, perché per combattere la povertà non basta più il lavoro. E il lavoro non lo creano i centri per l`impiego ma gli investimenti, e questo governo li ha bloccati".
Il segretario della Cgil a Di Maio: il mio stipendio non è pagato con i soldi pubblici
"Il mio stipendio non è pagato da soldi pubblici, come quello di chi sta in Parlamento o al Governo, ma dagli iscritti al sindacato che ogni mese decidono di versare l`1% del proprio stipendio. I nostri bilanci sono pubblici così come la mia retribuzione: io dovrei prendere circa 3700 euro netti al mese, che in quanto segretario generale è il massimo retribuito nella Cgil. E se Di Maio vuole controllare anche la mia situazione pensionistica, è tutto facilmente controllabile e trasparente".