Landini critica Salvini: "Combatta il lavoro nero e non le persone per il colore della pelle"

Il nuovo segretario generale della Cgil inauugura una sede intitolata a Jerry Essan Masslo, il bracciante agricolo ucciso dalla camorra nel 1990 a Villa Literno

Landini

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globalist 25 febbraio 2019
Non sarà facile per la Lega e per i camerieri grillini portare avanti il loro lavoro di distruzione e marginalizzazione dei sindacati come ogni governo reazionario che si rispetti sogna di fare.
"Al ministro dell'Interno dovremmo dire che nel nostro Paese vanno combattuti lavoro nero e corruzione e non le persone per il colore della pelle che hanno".
Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, si rivolge a Matteo Salvini durante l'inaugurazione della sede Flai Cgil/Nidil di Napoli e della Campania che è stata intitolata a Jerry Essan Masslo, il bracciante agricolo ucciso dalla camorra nel 1990 a Villa Literno, in provincia di Caserta.
"Dedicare una sede a una persona che è morta in questo modo - commenta - vuol dire rilanciare con forza la lotta per la dignità del lavoro e contro il caporalato e fare in modo che il sindacato, le nostre sedi, siano un luogo in cui tutti quelli che hanno un problema si possano ritrovare. Oggi abbiamo bisogno di unire, perché la divisione e lo sfruttamento favoriscono l'economia illegale, quell'idea per cui le persone sono numeri e merci". Landini ha piu' volte rimarcato la battaglia della Cgil contro il caporalato, ricordando "che un altro migrante e' morto bruciato in un accampamento a San Ferdinando. E' un pugno in faccia a qualsiasi idea di società civile".
"Nel nostro Paese siamo a forme di schiavismo puro", ha detto il segretario della Cgil parlando del lavoro dei migranti, puntando il dito contro la scelta del governo di "voler chiudere anche i centri che lavorano sull'accoglienza. Questo non è solo inaccettabile sul piano della dignità e dei valori: così facendo - ha precisato - si mettono di nuovo sulla strada persone che avrebbero bisogno di essere integrate e aiutate e si stanno licenziando migliaia di cittadini italiani che avevano trovato un lavoro in queste strutture".
Landini ha quindi ricordato che in Italia "ci sono 5 milioni di lavoratori non italiani che lavorano nel nostro Paese e hanno più di 50 anni. Un governo serio, che non vuole sfruttare paure e difficolta', dovrebbe avere il coraggio di affrontare a viso aperto questa situazione. Noi - ha aggiunto - sfidiamo il governo a dare un futuro a questo Paese, superando la paura con un'idea di Paese che oggi non c’è".