Tria contro Salvini e Di Maio: "l'indipendenza di Bankitalia va difesa"

Il ministro dell'economia prende le distanze dall'assalto alla baionetta dei due capetti di Lega e M5s che vogliono

Il ministro Tria

Il ministro Tria

globalist 10 febbraio 2019
Prima i 'pezzi di merda' del Mef ai quali Rocco Casalino voleva dare la caccia. Adesso l’attacco frontale a Bankitalia dai nuovi masnadieri che vogliono rompere gli equilibri democratici e dare l’assalto alle istituzioni.
L'indipendenza di Bankitalia "va difesa, mi sono già espresso". Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria. Il suo intervento arriva all'indomani delle dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, e quello dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che avevano chiesto esplicitamente "discontinuità" alla guida dell'Istituto.
Tria è intervenuto dopo che il governo gialloverde ha alzato il tiro della sua "guerra" ai tecnici e punta dritto contro l'intero sistema di vigilanza italiano. L'indipendenza della Banca d'Italia "è un fatto istituzionale", ha precisato la portavoce del ministro dell'Economia, spiegando che "Tria non ha inteso dichiarare contro nessuno, ma semplicemente ha fatto un'affermazione istituzionale ovvia e persino banale. Le sue parole quindi non sono indirizzate contro nessuno".
Le "scorie" del Cdm che, giovedì, ha visto sul tavolo lo scontro tra Luigi Di Maio e il duo Giancarlo Giorgetti-Giovanni Tria sulla conferma di Luigi Federico Signorini, non arrivano in Veneto dove Di Maio e Matteo Salvini, all'assemblea degli ex soci di Popolare Vicenza, si sono presentati uno a fianco all'altro. Ed è l'intero organismo di Via Nazionale a finire nel mirino dei due vicepremier. Con un bersaglio importante sullo sfondo: la poltrona di direttore generale di Bankitalia, occupata fino a maggio da Salvatore Rossi.
E' lì, infatti, che la mano dell'esecutivo vuole arrivare. Per un duplice motivo: il direttore generale, dopo il governatore, ricopre il ruolo più influente in Bankitalia. Con un'appendice: la presidenza dell'Ivass, l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Non c'è, al momento, un nome caldeggiato dal governo per la successione a Rossi. Ma da qui ad maggio lo si troverà, con o senza ulteriori tensioni tra M5s e Lega. Tensioni che, sulla strategia generale, tra Di Maio e Salvini non emergono benché una parte della Lega abbia frenato, nelle scorse ore, il blitz 5Stelle.