Boeri è sicuro: quota 100 e reddito insieme ci porteranno al baratro

In un'intervista a La Stampa, Tito Boeri commenta i due provvedimenti principali del governo Lega- M5s.

Tito Boeri

Tito Boeri

globalist 9 gennaio 2019
Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, attacca duramente i due provvedimenti cardine della manovra del governo giallo-verde: quota 100 e reddito di cittadinanza.
"Sulle pensioni anticipate" dice Boeri in un'intervista a La Stampa "i soldi previsti non basteranno. Dobbiamo ancora fare le ultime valutazioni sul decreto, ma il rischio di non rispettare il tetto di spesa c'è. E le tasse sono destinate ad aumentare. La durata triennale potrà spingere ad anticipare le uscite soprattutto nel privato e il divieto di cumulo è sbagliatissimo: finirà per alimentare il lavoro nero. Ci obbligherà a mandare ispettori per controllare che non versino i contributi!".
Boeri commenta anche il reddito di cittadinanza che, a suo dire, "va contro le famiglie. Io ero e sono favorevole a una misura di sostegno alla povertà e ho apprezzato il fatto che le ultime bozze si sono avvicinate a una estensione del reddito di inclusione in vigore. Ma è vero che nel testo ci sono diverse incongruenze. La misura spiazza il lavoro al Sud. Un single con reddito zero può aspirare a 9.360 euro all'anno: sa quanti sono i lavoratori dipendenti al Sud che hanno redditi da lavoro inferiori a quella somma? Il 43 per cento. Ciò significa che quasi un giovane su due da quelle parti potrà essere messo di fronte a due alternative entrambe allettanti: smettere di lavorare o essere pagato in nero per ottenere comunque il sussidio".
Boeri sottolinea poi che il provvedimento "penalizza le famiglie numerose dove sono concentrati i poveri. Una famiglia con tre figli prende il doppio di un single, una famiglia con cinque figli lo stesso".
Boeri, che a febbraio lascerà l'Inps, è convinto che l'istituto non vada commissariato. "Dovrebbero avere da tempo individuato un sostituto" dice "anzi faccio un appello al governo perché faccia in fretta: prima lo nominano, più tempo avrò per un serio passaggio di consegne".
Fra reddito di cittadinanza e quota 100, conclude Boeri, "c'è da gestire una mole di lavoro impressionante".