Quando svendettero le autostrade ai Benetton mi arrabbiai moltissimo: avevo ragione?

Rischio d'impresa pari a zero, aumenti progressivi dei pedaggi, se ti fermi all'Autogrill ti serve un mutuo, fatturato in aumento anno dopo anno.

Il crollo del ponte Morandi a Genova

Il crollo del ponte Morandi a Genova

Fabio Zanuso 16 agosto 2018

Finalmente qualcosa si muove.

Paradossalmente, sposo per intero le dichiarazioni di Conte, Salvini e Di Maio.
Vedete, in questo meraviglioso paese quando succedono le catastrofi ci vuole mezzo secolo per arrivare al dunque.
Il dunque, a sentire i sopracitati, è oggi.
Ripeto: finalmente.
Per cominciare: in tutto il mondo civilizzato si conosce il tempo "vitale" del calcestruzzo: 20 anni.
 Poi comincia, piano piano, a diventare qualcos'altro, sino a raggiungere uno stato di equilibrio: sabbia.

La sabbia è in uno stato di equilibrio, ma sfortunatamente non sorregge alcunché, anzi, spiana.
Molti, moltissimi esecutivi si sono succeduti dalla costruzione del Morandi, ma non è questo il punto.
Il punto è che il governo che svendette le autostrade ai Benetton, che poi aprirono la consociata in Lussemburgo, scrisse sul contratto che le manutenzioni obbligatorie dovevano essere svolte SOLO su quei tratti costruiti dopo il 1990 o giù di lì, se ricordo bene, il Morandi è del 1967; ciò non significa che Autostrade non manutentava, e ci mancherebbe, solo che lo poteva fare per i fatti suoi, senza presentare alcunché all'autorità pubblica, che è una bestemmia, un concessionario di attività pubblica che non deve relazionare il concessionante, da non crederci.
Il punto è che i Benetton, dopo aver aperto in Tunisia una mega azienda per la loro maglieria e aver fatto chiudere centinaia di piccoli lavandai del triveneto (forse perché troppo leghisti e poco frequentatori di Cortina), lasciando con un pugno di mosche chi da decenni lavorava solo per loro (che era uno dei capisaldi della famiglia: se lavori per me sarebbe meglio se lavorassi solo per me), si sono dati alla macchia.

Scrivo lavandai, ma dovete immaginarvi decine e decine di aziende con 50 dipendenti, attrezzate con macchinari all'avanguardia: guardate i jeans che indossate, vengono trattati almeno 10 volte dall'inizio alla fine della lavorazione, tutto portato in Tunisia senza che nessuno, ma proprio nessuno, neppure Bertinotti, all'epoca osò interferire, mica vorrai metterti contro i compagni Benetton.
Il punto è che, nel mentre, i quattro fratelli si facevano regalare le autostrade, una gallina dalle uova d'oro, 1 miliardo di utili a stagione!!!!, rischio d'impresa pari a zero, aumenti progressivi dei pedaggi, se ti fermi all'Autogrill ti serve un mutuo, fatturato in aumento anno dopo anno.

E oggi si permettono pure di dire "per noi quel ponte non era a rischio" e sbandierano la penale per una tanto auspicata revoca della concessione, vergognatevi.
Avete firmato un contratto? E vaffanculo, nun te pago, famme causa, tipo Aronne Piperno l'ebanista nel Marchese del Grillo.
Dicevo, il dunque è oggi.
 Salvini dice che Autostrade dovrebbe sospendere i pedaggi.

Io dico di più, evitiamo noi di pagare, ci facciamo sputare fuori la ricevuta di mancato pagamento, e vaffanculo di nuovo.
La Borsa sta già dando del suo.
Di Maio ricorda che dopo due giorni non una parola da Autostrade sulle vittime, solo soldi, solo soldi, solo soldi.
Andrà in galera qualcuno? Difficile, ma ci si accontenta di privarli di un bel pacco di dobloni, per loro sarà peggio della gabbia.
Ah, quasi scordavo, il mega impianto in Tunisia è stato smantellato, resta un decimo dall'insediamento di quattro lustri orsono, han fatto lo stesso giochino utilizzato nel triveneto, c'è sempre manodopera meno cara, e potremmo puntare sulle autostrade spagnole, cosa che puntualmente accade, comprate le quote da Florentino Perez (sì, il presidente del Real Madrid) e in un attimo raggiunto il 50% più un'azione, tradotto: proprietari delle autostrade spagnole.
Ho letto anche il post dove i grillini sostenevano che sarebbe durato altri 100 anni, ma è un post!!!! Mica un contratto miliardario.
All'epoca, quando Prodi e D'Alema gliele donarono, rivedendo il contratto per due volte, la prima non soddisfava i Benetton, mi incazzai moltissimo.
Come leggete, non m'è passata.