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La famiglia di Soumaila Sacko: grazie a chi si è unito al dolore, ora vogliamo giustizia

Il bracciante del Mali è stato assassinato il 2 giugno nelle campagne di San Calogero: la Usb ha raccolto 51 mila euro per la vedova e la figlia

Soumaila Sacko
Soumaila Sacko

globalist

12 Luglio 2018 - 15.41


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Solidarietà dopo la barbarie: “La famiglia di Soumaila Sacko ringrazia pubblicamente, attraverso l’Unione Sindacale di Base, quanti in Italia si sono uniti al dolore per la morte del giovane bracciante del Mali, assassinato nelle campagne di San Calogero il 2 giugno scorso. Un ringraziamento che è al tempo stesso un invito a continuare con determinazione la battaglia perché si arrivi alla verità e sia fatta giustizia sull’omicidio del nostro compagno”.
E’ quanto si afferma in una nota dell’Usb che stamattina ha ha diffuso a Reggio Calabria il testo di una lettera dei familiari di Sacko. Nel corso dell’incontro è stato raccontato l’ultimo viaggio della salma del giovane maliano fino a Sambacanou, il villaggio natale, poche decine di abitanti nel comune di Diafounou Gory. Terra una volta prospera e dedita all’agricoltura, oggi desertica per via dei cambiamenti climatici”.
“La famiglia – è detto ancora nella nota che fa riferimento al testo della lettera diffuso a Reggio – sprona gli italiani a proseguire le lotte per i diritti sindacali, politici e civili dei braccianti portate avanti da Soumaila Sacko”. “Dal suo villaggio – ha raccontato Aboubakar Soumahoro – era partito Soumaila Sacko per continuare a fare l’agricoltore e a prendersi cura di terre ancora fertili. Come quelli calabresi che invece Soumaila ha bagnato con il proprio sangue, versato dall’arroganza e dalla violenza della criminalità mafiosa. A Soumaila Sacko l’Unione Sindacale di Base intitolerà il Codice etico del lavoro agricolo, che sarà presentato il 22 settembre a Foggia durante la prima Assemblea nazionale dei lavoratori agricoli. Un codice contro lo sfruttamento dei braccianti, i cui diritti sono finiti nel tritacarne della Grande distribuzione organizzata e del caporalato.
La raccolta fondi per Soumaila, per la moglie e la figlia di 5 anni, è arrivata a un totale di 51 mila euro. Una parte della somma è stata utilizzata per il rimpatrio della salma, pagata da Usb grazie alla mobilitazione degli italiani, visto che le autorità pubbliche hanno fatto orecchie da mercante. Le relative ricevute sono a disposizione di tutti negli uffici romani di Usb. La somma restante sarà utilizzata, insieme ai proventi delle iniziative di solidarietà che si sono svolte in varie città, per garantire un futuro alla moglie e alla figlia del nostro compagno”

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