Piano di riequilibrio e di rafforzamento strutturale del Paese: il rilancio dell'edilizia

Parte terza: linee d'azione XI-XVIII

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi

Giuseppe M. Pignataro 3 marzo 2018

PIANO ITALIA

Piano di riequilibrio e di rafforzamento strutturale del Paese


 


A Cura di:
Giuseppe Maria Pignataro


 


 


Il Piano è strutturato in ventiquattro aree di impiego delle risorse e in otto fonti di finanziamento


 


 


Parte terza: linee d'azione XI-XVIII


 


 


 


XI LINEA D’AZIONE
IL RILANCIO DEL MERCATO DELL’EDILIZIA


 


Obiettivi:
• Rilanciare il settore su vasta scala.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo privato per elaborare un piano di sviluppo organico ed articolato; successivamente costituire una authority che guidi la corretta applicazione del piano, nel rispetto dei tempi previsti.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Avviare piani di ristrutturazione e riqualificazione urbana su vasta scala sull’intero territorio nazionale, da realizzare e rendere operativi in sei mesi in forma obbligatoria, prevedendo l’esenzione totale dell’IVA per quattro anni;
• individuare aree di sviluppo territoriale nuove per favorire uno sviluppo urbanistico armonico con le esigenze del territorio da realizzare anche in deroga ai piani regolatori entro un periodo massimo di sei mesi;
• favorire il credito al settore immobiliare con garanzie pubbliche e con possibilità di scarico fiscale totale delle perdite su crediti registrate dalle banche, qualora siano trascorsi cinque anni dalle erogazioni dei finanziamenti;


• avviare piani di costruzione di case popolari e di edilizia sociale in esenzione totale di IVA e di imposte sui redditi realizzati dalle imprese coinvolte;
• trasformare in bonus fiscali per l’acquisto di beni e servizi l’intero valore di locazione pagate dalle coppie di giovani dai 20 ai 40 anni o che hanno figli a carico per determinate soglie di reddito;
• per tutti i nuovi assunti nel settore e fino al 50% della forza lavoro prevedere l’esenzione dai contributi sociali per un periodo di tre anni;
• per le famiglie che acquistano la prima casa e per l’acquisto di una seconda casa da intestare ai figli, prevedere l’esenzione da qualunque imposta;
• rendere scaricabili dalla dichiarazione dei redditi tutti gli acquisti e i lavori necessari alla sistemazione della seconda e terza casa;
• eliminare le imposte sui canoni di locazione di seconde e terze case e favorire il rilascio di garanzie sui canoni di locazione da parte di fondi di garanzia all’uopo costituiti;
• eliminare l’accertamento fiscale sistematico per l’acquisto di beni immobiliari in quanto è un inibitore dello sviluppo del mercato immobiliare;
• prevedere il rilascio di garanzie pubbliche per favorire l’accesso ai mutui da parte dei giovani che hanno contratti di lavoro a tempo determinato;
• riprogettare il catasto e portarlo entro tre anni ad essere ai primi livelli presenti in Europa.


 


Risorse da investire: cinque miliardi per anno per una durata massima di quattro anni



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (AA)


 


 


XII LINEA D’AZIONE
IL RILANCIO DEI CONSUMI PRIVATI E DEL COMMERCIO


 


Obiettivi:
• Contribuire a rilanciare i consumi gradualmente su valori pre - crisi.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo, da esperti del commercio e da esperti del mondo sindacale per elaborare un piano di rilancio valido e di spessore.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Rendere deducibili e/o esenti dall’IVA tutti gli acquisti di beni e servizi oltre determinati target di consumo e/o su specifiche quantità dei prodotti e servizi acquisiti;
• prevedere bonus fiscali per chi supera determinate soglie di spesa in funzione del reddito percepito; questa iniziativa può contribuire a contenere l’evasione fiscale;
• prevedere agevolazioni fiscali per il rilancio delle attività commerciali di importanza “storica” che hanno attraversato o che attraversano momenti di difficoltà;
• prevedere l’esenzione dell’IVA per acquisti di beni durevoli prodotti nei settori in cui è prevalente la presenza di industrie nazionali, per chi percepisce un reddito inferiore a cinquantamila euro;


• prevedere agevolazioni fiscali per favorire il credito al consumo;
• prevedere la riduzione delle aliquote IVA sui beni di prima necessità;
• prevedere la liberalizzazione delle aperture delle attività commerciali e velocizzare in linea con le migliori pratiche internazionali, le autorizzazioni alle nuove attività commerciali;
• corrispondere una percentuale delle pensioni più elevate (oltre tremila euro) in bonus fiscali utilizzabili per l’acquisto di determinati beni e servizi; vincolare le imprese pubbliche e private ad erogare una parte degli incentivi economici in bonus per l’acquisto di determinati beni e servizi.


 


Risorse da investire: dieci miliardi per anno per una durata di quattro anni



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (A)


 


 


XIII LINEA D’AZIONE
L’APERTURA DEI MERCATI, PRIVATIZZAZIONI E LIBERALIZZAZIONI


 


Obiettivi:
• Accrescere significativamente i livelli di concorrenzialità in tutti i settori “protetti” per dare al sistema economico quegli spazi di azione imprenditoriale che stimolino lo sviluppo, efficienza delle imprese a vantaggio dei consumatori e della collettività in generale.


 


Modalità d’intervento:
• Costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e di esperti nominati da istituzioni non governative per elaborare un piano di intervento che sia in grado di realizzare gli obiettivi prefissati; successivamente sarà data una nuova missione all’authority attualmente operativa che guiderà la realizzazione del piano nei tempi e nei modi previsti.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Stabilire i livelli di standard minimi di qualità ed efficienza delle aziende che svolgono servizi pubblici locali;
• aprire il mercato dei servizi pubblici locali ad una effettiva ed ampia concorrenza;


• introdurre norme di tutela contro pratiche commerciali scorrette e la pubblicità ingannevole;
• recepire pienamente la direttiva Ue sui diritti dei consumatori;
• migliorare la disciplina della class-action in modo tale da rendere più agevole l’esercizio;
• valorizzare il ruolo di tutela dei consumatori.



Risorse da investire: cento milioni



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: sei mesi



Impatto sull'economia reale: elevata potenzialità (A)


 


 


XIV LINEA D’AZIONE
POTENZIAMENTO DELL’EXPORT E DEL MADE IN ITALY


 


Obiettivi:
• Potenziare in misura significativa la capacità di esportare prodotti in tutti settori di eccellenza.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo imprenditoriale privato e successivamente creare un’authority che guidi la corretta applicazione del piano.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Costituire agenzie settoriali per aiutare le imprese che vogliono esportare i propri prodotti in mercati di sbocco anche lontani per aprire canali vendita e ad impostare iniziative commerciali mirate mediante erogazioni di contributi da rimborsare con i flussi di nuovi ricavi realizzati;
• prevedere finanziamenti agevolati sulla base di progetti individuali per aprire la possibilità di esportare in nuovi mercati;
• consentire l’ammortamento accelerato di tutte le spese di investimento sostenute per accrescere o avviare l’operatività sui mercati esteri;
• favorire la creazione di fondi d’investimento a cui destinare contributi pubblici, affinché investano in singole iniziative commerciali su determinati prodotti strategici la cui remunerazione deve essere costituita dalla partecipazione all’utile della singola iniziativa;
• potenziare la Sace ed Export Bank attraverso la CPD che deve assumere una configurazione simile alla KFW tedesca;
• favorire lo sviluppo di schemi di garanzie, in linea con i modelli tedesco e francese, che hanno il vantaggio di fornire un accesso diretto alle garanzie pubbliche statali sia per operazioni strategiche per il paese, sia per il sistema di crediti all’esportazione, senza avere un impatto diretto sull’indebitamento pubblico (modello KFW).


Contribuire a:
• Creare network settoriali per favorire l’apertura di nuovi sbocchi commerciali in mercati lontani;
• creare un fondo pubblico destinato alla pubblicità del made in Italy sui mercati internazionali;
• creare società di intermediazione commerciale a capitale misto pubblico- privato per esportare prodotti in settori strategici per lo sviluppo industriale.


 


 


Risorse da investire: cinque miliardi per anno con durata illimitata



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (A)


 


 


XV LINEA D’AZIONE
POTENZIAMENTO DEL SETTORE AGROALIMENTARE


 


Obiettivi:
• Potenziare il settore dell’agricoltura e dell’alimentazione favorendo gli investimenti di qualità e la protezione e della tracciabilità dei prodotti.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo privato per elaborare un piano di sviluppo organico ed articolato; successivamente costituire una authority che guidi la corretta applicazione del piano, nel rispetto dei tempi previsti.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• aiutare le imprese dell’agroalimentare ad aprire nuovi canali di sbocco all’estero;
• favorire il credito specializzato all’agricoltura;
• contribuire a coprire in modo adeguato gli agricoltori dai rischi ambientali e metereologici;
• favorire l’esenzione di aree dedicate all’agricoltura;
• tutelare l’italianità dei prodotti con attività di repressione dell’agro-pirateria;
• tutelare nella catena di produzione-distribuzione gli agricoltori dalle attività speculative della grande distribuzione;


• fornire supporti adeguati per assicurare la fornitura dell’acqua nei territori che soffrono di carenze idriche;
• eliminare l’IMU sui terreni agricoli;
• concedere agevolazioni fiscali sulle forniture di fonti di energia per le startup dei giovani nel settore specifico.


 


Risorse da investire: un miliardo per anno in forma permanente e da potenziare in presenza di un elevato tasso di crescita del PIL



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: elevata potenzialità (A)


 


 


XVI LINEA D’AZIONE
RLANCIO DEL TURISMO


 


Obiettivi:
• Portare i flussi di turismo in Italia allo stesso livello della Francia


 


Modalità d’intervento:
• costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo imprenditoriale privato e successivamente creare un’authority che guidi la corretta applicazione del piano.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Abbassare o eliminare gli oneri fiscali in almeno venti realtà territoriali che ogni anno presentano progetti integrati di sviluppo del turismo particolarmente validi e convincenti;
• offrire ai turisti di determinate aree territoriali pacchetti di offerte incentivanti con il coinvolgimento congiunto degli enti pubblici e dei privati;
• investire convintamente sulla cultura dell’accoglienza del turista in tutte le aree ad alta vocazione turistica;
• offrire per un periodo definito (due o tre anni) a tutti i turisti stranieri agevolazioni per visitare il patrimonio artistico del paese; (es. visitando un museo o un sito storico si acquisisce il diritto a visitare gratuitamente un altro in un’altra o altre città gemellate);


• ai turisti provenienti da aree geografiche di particolare interesse rilasciare un buono sconto del 20% sulle spese di viaggio e soggiorno in favore di altri turisti provenienti dallo stesso paese a cui ne possono far dono;
• creare nella Capitale il più grande museo al mondo (sullo stile del Louvre) dove concentrare le più grandi opere presenti nel territorio nazionale, potenziando nel contempo i musei delle altre città d’arte.


 


Risorse da investire: un miliardo per anno per una durata massima di quattro anni



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: elevata potenzialità (A)


 


 


XVII LINEA D’AZIONE
LA RICERCA E L’INNOVAZIONE


 


Obiettivi:
• Portare gli investimenti pubblici e privati ai livelli delle migliori esperienze europee e mondiali.


 


Modalità d’intervento:
• Costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e di esperti nominati da istituzioni non governative, anche di esperienza estera, per elaborare un piano di intervento che sia in grado di realizzare gli obiettivi prefissati; successivamente affidare ad una authority l’attuazione del piano nei tempi e nei modi previsti, avvalendosi anche di esperti esteri.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Potenziare gli enti di ricerca pubblici;
• destinare una quota della crescita del PIL (da definire) in forma vincolata ad un fondo per la ricerca e l’innovazione;
• rendere detraibili integralmente gli investimenti in ricerca e innovazione interamente nell’anno in cui vengono sostenute;


• creare un fondo per aiutare le imprese che presentano progetti di ricerca di particolare interesse nei settori industriali strategici;
• defiscalizzare per un triennio (esenzione contributi sociali a carico imprese) le assunzioni di ricercatori da parte di imprese private;
• favorire la stipula di patti fra imprese e dipendenti per destinare una quota dei profitti e una quota del salario alla ricerca e all’innovazione per rafforzare l’azienda sul mercato e garantire quindi maggiormente i posti di lavoro;
• portare la remunerazione dei ricercatori ai livelli percepiti nei paesi più avanzati.


 


Risorse da investire: cinquecento milioni per anno in forma permanente e da potenziare in misura consistente in presenza di elevati tassi di crescita del PIL



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: elevata potenzialità (A)


 


 


XVIII LINEA D’AZIONE
AMBIENTE ED EFFICIENZA ENERGETICA


 


Obiettivi:
• porre la tutela dell’ambiente e dei territori al centro delle politiche di sviluppo economico;
• portare il Paese entro dieci anni ad essere tra i primi cinque nel mondo nella tutela dell’ambiente e nell’efficienza energetica;
• portare entro cinque anni il costo della spesa energetica e delle imprese a livello medio europeo;
• portare al livello dei primi cinque paesi europei, entro cinque anni, il sistema di riciclaggio e di riutilizzo dei rifiuti


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro composto da esperti del governo e da esperti del mondo imprenditoriale privato anche provenienti dall’estero per elaborare un progetto ampio ed organico; successivamente creare un’authority dotata di adeguati poteri che guidi la corretta applicazione del piano nei tempi e nei modi previsti per tutta la sua durata (venti anni).


 


Obiettivi dell’authority: elaborare entro sei mesi un piano credibile finalizzato a rimuovere le maggiori criticità in un arco di tempo non superiore a cinque anni.



Interventi specifici:
(prime proposte):
• Agevolare tutte le iniziative mirate al risparmio energetico nell’industria, nei trasporti, nell’agricoltura, nell’edilizia;
• ottimizzare il ciclo di utilizzo dell’acqua;
• investire in informazione per efficientare la gestione dei rifiuti a livello domestico;
• bonificare entro cinque anni tutte le aree inquinante e contaminate da rifiuti tossici;
• recuperare le aree delle periferie urbane trasformandole in zone agricole o parchi verdi;
• Istituire, all’interno dell’authority, un settore che raccoglie tutte le segnalazioni sul territorio fatte dai cittadini che evidenziano situazioni di incuria ambientale, affinché vengano attivati gli interventi di sistemazione prevedendo sanzioni per le amministrazioni pubbliche responsabili che non agiscano con tempestività;
• perseguire lo sviluppo dell’autonomia energetica delle imprese e di grandi complessi edilizi;
• riformare la fiscalità ambientale per trasferire gli oneri sulle attività più dannose per l’ambiente e alleggerendo i costi per le produzioni a minor impatto ambientale;
• avviare su vasta scala un piano di riqualificazione del territorio per eliminare gli abusi edilizi e per prevenire disastri idrogeologici;
• inserire in Costituzione il divieto di applicare condoni edilizi.


 


Risorse da investire: un miliardo per anno in forma permanente



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: elevata potenzialità (AA)


 


 


(segue)