Piano di riequilibrio e di rafforzamento strutturale del Paese: il sud

Parte seconda: linee d'azione VI-X

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi

Giuseppe M. Pignataro 1 marzo 2018

Piano di riequilibrio e di rafforzamento strutturale del Paese


 


A Cura di:
Giuseppe Maria Pignataro


 


 


Il Piano è strutturato in ventiquattro aree di impiego delle risorse e in otto fonti di finanziamento


 


 


Parte seconda: linee d'azione VI-X


 


 


VI LINEA D’AZIONE
CREAZIONE DI UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO DEL SUD PER RIDURRE E AZZERARE NEL MEDIO LUNGO TERMINE LO SQUILIBRIO CON IL NORD


 


Obiettivi:
• Portare il PIL pro capite del Sud entro un ventennio allo stesso livello del Nord


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro composto da esperti del governo e da esperti del mondo imprenditoriale privato anche provenienti dall’estero per elaborare un progetto ampio ed organico; successivamente creare un’authority dotata di adeguati poteri che guidi la corretta applicazione del piano nei tempi e nei modi previsti per tutta la sua durata (venti anni).


 


Obiettivi dell’authority:
- individuare tutti i fattori di criticità che impediscono uno sviluppo economico nel sud;
- elaborare entro sei mesi un piano credibile finalizzato a rimuovere le maggiori criticità in un arco di tempo non superiore a cinque anni.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Creare “zone protette” (aree industriali e commerciali dotate di strutture di sicurezza pubblica idonee ad evitare condizionamenti malavitosi) di sviluppo industriale in settori specifici, impermeabili agli interventi della criminalità, riservate ad aziende italiane e straniere che vogliono investire usufruendo di agevolazioni fiscali molto consistenti;
• creare una struttura all’interno delle forze armate di polizia dedicata alla tutela preventiva delle attività commerciali e industriali dalle infiltrazioni mafiose e da tutti i condizionamenti malavitosi;
• ricostituire la Cassa del Mezzogiorno;
• assumere iniziative mirate ad accrescere il livello culturale delle aree più depresse;
• fornire alle famiglie più disagiate contributi per la formazione scolastica dei figli favorendo anche periodi di stage nelle scuole del nord;
• favorire con incentivi forme di joint-venture imprenditoriali tra imprenditori del nord ed imprenditori del sud per trasferire capacità imprenditoriale;
• a tutti gli imprenditori del nord che sono interessati ad aprire succursali al sud consentire benefici fiscali consistenti sugli investimenti effettuati;
• concedere incentivi fiscali robusti a tutte le nuove start-up create al sud; individuare aree territoriali in cui dare forti impulsi allo sviluppo dell’agricoltura attraverso contributi, finanziamenti agevolati e benefici fiscali;
• sviluppare un piano articolato per ogni regione per lo sviluppo del territorio fornendo ampie facilitazioni agli imprenditori che vogliono investire in dette aree;
• individuare le aree territoriali più arretrate in cui dare impulsi particolarmente robusti allo sviluppo economico attraverso contributi in conto capitale, finanziamenti agevolati e benefici fiscali;


• fare elaborare ad ogni Regione del Sud un proprio piano di sviluppo del PIL finalizzato a raggiungere i livelli del Centro- Nord affinché sia valutato e finalizzato dall’authority;
• individuare aree di territorio in cui dare forti impulsi allo sviluppo dell’agricoltura attraverso contribuiti, finanziamenti agevolati e benefici fiscali;
• istituire il “salario per lo sviluppo imprenditoriale” per tutte le start- up aperte al Sud che preveda dei salari più bassi del 20/30% dei livelli dei contratti di settore per i primi cinque anni di attività e defiscalizzazioni integrali per dieci anni di imposte e contributi;
• dare una informazione ampia e sistematica nelle scuole, sui media e nei dibattiti pubblici sui fattori che determinano l’arretramento nei territori del Sud.



Risorse da investire: cento miliardi nei prossimi venti anni (5miliardi per anno)



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: sei mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (AAA)


 


 


VII LINEA D’AZIONE
LA PRODUTTIVITA’ DELLE IMPRESE


 


Obiettivi:
• Portare la produttività delle imprese ai livelli delle best practice mondiali


 


Modalità d’intervento:
• costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e di esperti nominati da istituzioni non governative, anche di esperienza estera, per elaborare un piano di intervento che sia in grado di realizzare gli obiettivi prefissati; successivamente affidare ad una authority l’attuazione del piano nei tempi e nei modi previsti, avvalendosi anche di esperti esteri.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• favorire la ricerca e l’innovazione tecnologica nelle imprese con agevolazioni fiscali mirate;
• monitorare i gap di produttività in ogni settore di produzione e nelle realtà industriali di maggiore rilevanza al fine di avviare e favorire tempestivamente piani di recupero;
• applicare esenzioni fiscali consistenti per la componente accessoria delle retribuzioni;
• favorire la contrattazione decentrata;
• favorire il miglioramento delle relazioni industriali;


• favorire forme di partecipazione dei lavoratori negli organi di rappresentanza dell’impresa ispirandosi ai modelli più virtuosi presenti nelle esperienze estere;
• individuare forme di partecipazione ad interventi di riequilibrio straordinario delle finanze pubbliche attraverso contributi finalizzati alla crescita della produttività aziendale da parte dei lavoratori che non hanno partecipato alla riduzione del debito con contributi in denaro;
• istituire “contratti di straordinarietà” per aziende in crisi, e con validi progetti di risanamento, “salari di produttività”, di natura transitoria per agevolare le fasi di sviluppo aziendale più critiche e “salari di sviluppo imprenditoriale” per favorire le start-up nel Sud;
• prevedere premi aziendali da erogare in esenzione fiscale totale a tutti i lavoratori (con esclusione degli assenteisti) delle imprese che hanno evidenziato tassi di assenteismo complessivi inferiori a soglie definite.
• favorire la creazione di gruppi di lavoro formati da manager dell’azienda e da rappresentanti dei lavoratori che monitorano e individuano sistematicamente nuove iniziative per accrescere la produttività;
• favorire le aggregazioni di imprese con vantaggi di carattere fiscale;
• dare alle imprese e ai dipendenti che migliorano il grado di produttività bonus fiscali specifici.


 


Risorse da investire: tre miliardi per anno in misura permanente



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: sei mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (AA)


 


 


VIII LINEA D’AZIONE
IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI


 


Obiettivi:
• Avvio di un vasto piano di ammodernamento e potenziamento del sistema infrastrutturale del paese per portarlo entro dieci anni al livello della Francia. Potenziamento del sistema dei trasporti su ruota, su rotaia e marittimo.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo privato per elaborare un piano di sviluppo organico ed articolato; successivamente costituire una authority che guidi la corretta applicazione del piano, nel rispetto dei tempi previsti.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Creare una sezione dell’Authority per promuovere e facilitare il pieno utilizzo dei fondi strutturali europei;
• favorire interventi sul project-financing per renderlo un prodotto fruibile con le stesse modalità presenti nei paesi europei più evoluti;
• consentire alle PPAA che presentano piani credibili di sviluppo economico del proprio territorio di poter usufruire di adeguati margini di flessibilità nella gestione del bilancio per quanto concerne le nuove spese di investimento;


• concedere ai dirigenti delle PPAA che realizzano le opere a maggiore valore aggiunto per lo sviluppo economico del proprio territorio adeguati avanzamenti di carriera; attribuire tali valutazioni alla competenza esclusiva dell’authority senza possibilità di appello;
• prevedere per i dirigenti delle PPAA che realizzano opere di scarsa utilità per lo sviluppo del territorio o che si rivelino per varie ragioni improduttive, la rimozione dal loro incarico; attribuire tali valutazioni alla competenza dell’authority senza possibilità di appello;
• prevedere l’inappellabilità per gli esiti delle gare pubbliche relative alle infrastrutture; l’attività dell’authority deve essere di per se sufficientemente autotutelante; in alternativa stabilire un solo livello di ricorso e tempi di
• risoluzione non superiori a 60 giorni;
• prevedere l’impossibilità da parte di singoli comuni e altri enti territoriali di bloccare opere di rilevante utilità per la collettività, che siano ritenuti prevalenti rispetto agli interessi particolari;
• individuare e classificare tutte le forme e le aree di degrado urbanistico dalle più piccole alle più grandi e pianificare azioni sistematiche di eliminazione delle stesse in forma vincolante anche per i privati coinvolti;
• consentire l’accesso privilegiato ad un fondo straordinario per lo sviluppo delle opere di pubblica utilità alle PPAA locali che hanno evidenziato i migliori tassi di crescita del PIL nei precedenti tre anni;
• investire convintamente nelle infrastrutture tecnologiche per portare il paese entro cinque anni ai migliori livelli presenti in Europa.


 


Risorse da investire: dieci miliardi per anno in forma permanente



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: sei mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (AAA)


 


 


IX LINEA D’AZIONE
IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PRIVATI ITALIANI ED ESTERI


 


Obiettivi:
• Rilanciare gli investimenti nel settore privato per portarli ai valori pre-crisi (2007).


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo imprenditoriale privato e successivamente costituire un’authority che guidi la corretta applicazione del piano, nel rispetto dei tempi previsti.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Favorire l’erogazione di finanziamenti a tassi agevolati e garanzie pubbliche su tutti i nuovi investimenti effettuati nei settori strategici per l’economia del paese;
• creare un fondo strategico per le ristrutturazioni industriali delle piccole e medie imprese e per favorire le aggregazioni tra di loro;
• istituire un Fondo di investimento dotato di un volume adeguato di risorse per favorire nuove iniziative imprenditoriali dei giovani;
• istituire un Fondo di investimento per favorire lo sviluppo del settore agroalimentare;
• istituire un Fondo di investimento dotato di un volume adeguato di risorse per potenziare le reti e i distretti d’impresa;


• istituire un Fondo di investimento per favorire la creazione di nuovi brevetti e per incentivare la produzione di idee innovative in tutti i campi rilevanti per l’economia;
• creare una sezione dell’authority per promuovere e facilitare l’utilizzo dei fondi strutturali europei;
• creare una sezione dell’authority che promuova e faciliti gli investimenti esteri in Italia;
• creare una sezione dell’authority per promuovere l’affermazione delle nuove idee imprenditoriali;
• elaborare un piano per la riduzione progressiva dell’Irap fino alla sua eliminazione;
• consentire a fronte di un determinato livello di nuovi investimenti l’assunzione a tempo indeterminato di un numero di giovani commisurato alla rilevanza degli investimenti, su cui defiscalizzare i contributi sociali per un periodo non inferiore ai cinque anni o in alternativa favorire il pensionamento anticipato fino a cinque anni di dipendenti, ponendo gli oneri a carico dello Stato;
• consentire alle imprese che fanno nuovi investimenti in particolari settori strategici, oltre una determinata soglia, di essere esentati dalle imposte sui redditi aggiuntivi che gli investimenti saranno in grado di produrre;
• eliminare l’IMU sui capannoni industriali.


 


Risorse da investire: cinque miliardi per anno per una durata massima di quattro anni



Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia



Tempi di realizzazione: tre mesi



Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (AA)


 


 


X LINEA D’AZIONE
IL RILANCIO DEL CREDITO BANCARIO


 


Obiettivi:
• Riattivare il mercato del credito bancario in favore delle PMI riconducendolo gradualmente e tendenzialmente verso tassi di crescita annui preesistenti alla crisi del 2007 – 2009.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo privato per elaborare un piano di sviluppo organico ed articolato; successivamente costituire una agenzia che guidi la corretta applicazione del piano, nel rispetto dei tempi previsti.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Agire su tutti i versanti che hanno determinato restrizioni creditizie:
a) per contrastare le sofferenze bancarie eliminare e/o modificare le leggi che incentivano a non onorare i propri debiti come il concordato in bianco, introducendo (per esempio) il sistema di tipo americano in cui il creditore non è un soggetto passivo nella elaborazione del piano di ristrutturazione;
b) rendere più agevole e molto più rapido il recupero dei crediti non onorati;


c) stabilire tempi massimi di chiusura di un fallimento non superiore a quattro anni;
d) agevolare lo scarico fiscale delle perdite su crediti.
• costituire fondi di garanzia pubblica molto consistenti alimentati sia da fondi pubblici che da fondi di natura mutualistica generati dai nuovi finanziamenti, in misura tale da poter soddisfare in modo adeguato la domanda di credito da parte di imprese, piccole e medie, sostanzialmente sane, anche se con bassi rating di merito bancario ma con buoni piani di rilancio, fino a quando l’offerta di credito non raggiunga le condizioni preesistenti alle crisi;
• rilanciare su vasta scala i finanziamenti a medio –termine fornendo alle banche dotate di adeguato know-how, capitali per istituire strutture settoriali specializzate;
• supportare con garanzie pubbliche ed adeguate agevolazioni fiscali finalizzate a fornire una consistente spinta allo sviluppo dei finanziamenti finalizzati a nuovi investimenti;
• concedere agevolazioni fiscali congrue alle banche che evidenziano tassi di crescita degli attivi alle famiglie e alle PMI oltre determinate soglie (es.3%);
• concedere agevolazioni fiscali incisive per lo sviluppo di sistemi alternativi al finanziamento bancario (bonds) anche per le PMI;
• adottare pienamente il modello tedesco della “KFW” ampliando ed efficientando le attività della CDP.


Risorse da investire: cinque miliardi per anno per una durata massima di quattro anni
Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia
Tempi di realizzazione: tre mesi
Impatto sull'economia reale: alta potenzialità (AA)