Piano Italia, idee per il riequilibrio e il rafforzamento strutturale del Paese

Giuseppe Maria Pignataro, economista esperto di finanza pubblica ed editorialista del Sole24Ore e di Globalist

Palazzo Chigi

Palazzo Chigi

Giuseppe M. Pignataro 27 febbraio 2018

In attesa di conoscere l'esito del voto del prossimo 4 marzo, in una campagna elettorale contrassegnata più dalle polemiche che dai programmi, arriva il Piano Italia, Piano di riequilibrio e di rafforzamento strutturale del Paese, un dettagliato progetto per il rilancio economico e sociale dell'Italia. L'autore è Giuseppe Maria Pignataro, economista esperto di finanza pubblica ed editorialista del Sole24Ore e di Globalist.

Piano Italia è suddiviso in 24 aree di impiego delle risorse, linee d'azione che vanno dal mercato del lavoro allo sviluppo delle attività culturali passando per la riforma della pubblica amministrazione, della giustizia civile e del fisco, il rilancio della scuola e dell'università e più in generale dell'istruzione, un nuovo modello di svuiluppo per il sud e il rilancio degli investimenti pubblici e privati. E ancora il rilancio del credito bancario, dell'edilizia, dei consumi e del commercio.
Senza dimenticare il potenziamento dell'export e del made in Italy, il potenziamento del settore agroalimentare, il rilancio del turismo, la ricerca e l'innovazione, l'ambiente e l'efficienza enrgetica. Per arrivare alla lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, la valorizzazione del patrimonio culturale e la lotta all'iniquità sociale e alla povertà.
Un Piano Italia molto accurato quello di Pignataro in cui per ogni linea d'azione vengono indicati obiettivi, modalità d'intervento, risorse da investire, tempi di realizzazione e fonti di finanziamento. Proprio per quanto riguarda le fonti di finanziamento Pignataro indica otto fonti su cui intervenire. E ricorda come il Piano ha come punto cardine un mutamento di paradigma: la riduzione del volume del debito pubblico deve essere un punto obiettivo di partenza e non solo la conseguenza di politiche economiche teoriche e/o congetturate. Ciò deve avvenire per un valore sufficiente a riportare il rapporto debito/PIL vicino al 100% e per acquisire le risorse necessarie a riattivare i principali motori di sviluppo dell’economia.
Da qui al 4 marzo vi proporremo in sei puntate la versione integrale del Piano Italia di Giuseppe Maria Pignataro.


 


 


 


 


PIANO ITALIA


PIANO DI RIEQUILIBRIO E DI RAFFORZAMENTO STRUTTURALE DEL PAESE


 


 


A Cura di:
GIUSEPPE MARIA PIGNATARO



IL PIANO È STRUTTURATO IN VENTIQUATTRO AREE DI IMPIEGO DELLE RISORSE E IN OTTO FONTI DI FINANZIAMENTO


IMPIEGO DELLE RISORSE: VENTIQUATTRO LINEE D’AZIONE



- IL MERCATO DEL LAVORO
- LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
- LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE
- RILANCIO DELLA SCUOLA, DELLE UNIVERSITA’ E DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE
- LA RIFORMA FISCALE
- CREAZIONE DI UN NUOVO MODELLO DI SILUPPO DEL SUD PER RIDURRE E AZZERARE NEL MEDIO LUNGO TERMINE LO SQUILIBRIO CON IL NORD
- LA PRODUTTIVITA’ DELLE IMPRESE
- IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI
- IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI PRIVATI ED ESTERI
- IL RILANCIO DEL CREDITO BANCARIO
- IL RILANCIO DEL MERCATO DELL’EDILIZIA
- IL RILANCIO DEI CONSUMI PRIVATI E DEL COMMERCIO
- L’APERTURA DEI MERCATI, PRIVATIZZAZIONI E LIBERALIZZAZIONI
- POTENZIAMENTO DELL’EXPORT E DEL MADE IN ITALY


- POTENZIAMENTO DEL SETTORE AGROALIMENTARE
- RILANCIO DEL TURISMO
- LA RICERCA E L’INNOVAZIONE
- AMBIENTE ED EFFICIENZA ENERGETICA
- LOTTA A TUTTO CAMPO ALLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA E ALLA CORRUZIONE
- VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO E CULTURALE
- INVESTIRE SULL’ETICA E SULL’EDUCAZIONE CIVICA E SULLA MORALITA’
- INVESTIRE SULLA CRESCITA DEMOGRAFICA
- LOTTA ALL’INIQUITA’ SOCIALE E ALLA POVERTA’
- SVILUPPO DELLE ATTIVITA’ CULTURALI


 



I LINEA D’AZIONE
IL MERCATO DEL LAVORO


 


Obiettivi strategici:
• Giungere gradualmente ad avere un mercato del lavoro che si pone sullo stesso livello di funzionamento presente nelle esperienze mondiali più evolute ed efficienti (Danimarca, Svezia, Regno Unito, Giappone ecc...).


 


Obiettivi quantitativi:
• Tendere a portare il livello della disoccupazione ai livelli delle economie mondiali più virtuose.


 


Obiettivi qualitativi:
• Accrescere la produttività del lavoro e l’ambiente di lavoro nelle imprese.


 


Modalità d’intervento:
• Costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e di esperti nominati da istituzioni non governative, anche di esperienza estera, per elaborare un piano di intervento che sia in grado di realizzare gli obiettivi prefissati; successivamente affidare ad una authority l’attuazione del piano nei tempi e nei modi previsti, avvalendosi anche di esperti esteri.


 


Interventi specifici:


(prime proposte)
• Creare agenzie pubbliche in ogni capoluogo di Provincia, coordinate dall’authority a cui affidare il compito di supportare le persone che cercano lavoro attraverso ricerche mirate, favorendo i contatti e l’inserimento, accompagnandole se necessario in percorsi di formazione con costi a carico dell’agenzia da rimborsare successivamente e gradualmente con parte delle remunerazioni percepite a seguito dell’impiego ottenuto; remunerare il personale delle agenzie prevalentemente con bonus su ogni nuovo contratto di lavoro attivato;
• istituire corsi di specializzazione gestiti in forma pubblico/privata per, creare bacini di lavoratori specializzati in campi di particolare interesse per l’economia coinvolgendo risorse esperte (anche pensionati) da destinare al ruolo di formatori; riservare la partecipazione in forma gratuita a tutti coloro che vogliono usufruirne e che presentano i requisiti di idoneità;
• introdurre gradualmente e solo in connessione alla creazione di una situazione occupazionale virtuosa che renda altamente probabile il ricollocamento di un lavoratore che perde il lavoro, meccanismi di flessibilità in entrata e in uscita conformi alle esperienze delle migliori realtà europee;
• favorire il rilancio dei mestieri artigianali con agevolazioni fiscali particolarmente incisive in favore dei giovani che desiderano intraprendere questo tipo di formazione, istituendo corsi di formazione che si avvalgano del coinvolgimento di risorse esperte (anche pensionati) da destinare al ruolo di formatori ed aperto a tutti coloro che vogliono usufruirne;
• portare gradualmente il livello del cuneo fiscale al livello medio europeo (oggi di 6,5 punti percentuali superiore) utilizzando progressivamente le risorse rivenienti dallo sviluppo generato dal piano;
• favorire con sostegni ed iniziative mirate l’inserimento nel mercato del lavoro delle donne e supportare i percorsi di carriera con iniziative specifiche eliminando ogni forma di discriminazione;


• permettere alle aziende in crisi, ma che presentano validi piani di risanamento, di abbassare il costo del lavoro fino al 30% della retribuzione, mantenendo invariati i livelli occupazionali, con l’obbligo di restituire gradualmente il minor salario in caso di recupero di un riequilibrio duraturo;
• consentire a tutte le imprese fino a 50 addetti che hanno difficoltà di accesso al credito di ottenere finanziamenti bancari garantiti da organismi pubblici subordinati all’assunzione di nuovo personale giovane o che non riesce a trovare un posto di lavoro da oltre due anni;
• introdurre sistemi di incentivazione fiscale mirati per favorire l’assunzione di personale con età superiore ai cinquanta anni che perde il proprio posto di lavoro;
• consentire ai lavoratori oltre i cinquanta anni che ne fanno richiesta di essere sostituiti dai propri parenti giovani, favorendone l’accettazione da parte delle aziende private con incentivi fiscali;
• consentire la creazione di cooperative di lavoratori disoccupati da oltre due anni per svolgere lavori di pubblica utilità ambientale, non affidabili diversamente per ragioni di insufficienza di risorse, a condizioni ridotte del 50% rispetto ai costi di mercato e in totale esenzione fiscale e contributiva;
• consentire gradualmente, in connessione ai tassi di sviluppo economico e demografico realizzato, con riferimento ai tempi di pensionamento, l’adozione di un sistema pensionistico più elastico e più perequato di quello attuale in modo da assicurare un livello assistenziale accettabile a ciascun pensionato e modulare l’ingresso nel sistema pensionistico in funzione del livello usurante del lavoro;
• consentire dopo i 60 anni a tutti coloro che ne fanno richiesta di concordare con l’istituto di previdenza l’ingresso nel sistema pensionistico con accordi individuali del livello di pensione da percepire negli anni che anticipano la soglia di ingresso, normalmente prevista, spalmando l’onere per l’Inps a carico degli anni successivi;
• favorire con robusti incentivi fiscali lo sviluppo delle pensioni integrative di natura privatistica;


• introdurre forme di prepensionamento attivo; ad esempio anticipare la pensione di cinque anni rispetto ai tempi standard a tutti i lavoratori che sono ritenuti in grado nel settore privato di fare formazione per i dipendenti più giovani, trasformando il loro lavoro in svolgimento di attività formativa con oneri a carico del sistema pensionistico;
• ad ogni nuovo prepensionamento attivo deve comunque corrispondere l’assunzione di due giovani a tempo indeterminato a costi complessivi equivalenti per l’impresa;
• creare una sezione dell’authority che individui nuove iniziative e alimenti e rafforzi quelle già esistenti in favore dell’occupazione giovanile;
• istituire un contratto di lavoro ad hoc per le microimprese;
• istituire l’apprendistato universitario sulla base del modello tedesco;
• vincolare le medie e le grandi imprese a pubblicare nelle relazioni di bilancio le iniziative adottate in ogni esercizio per migliorare la qualità del lavoro e il benessere dei propri dipendenti e le azioni intraprese per accrescere l’occupazione giovanile; stilare una classifica, a cura dell’authority, in ogni provincia, delle imprese più virtuose e alle prime cento imprese concedere congrui benefici fiscali;
• introdurre senza alterare gli equilibri di bilancio, il reddito di cittadinanza nella forma prevista dall’Istat (nel rapporto annuale 2014) per una spesa annua non superiore a 15,5 miliardi (780 euro per un singolo, 1.014 euro per un genitore con un figlio minore, 1.638 euro per una coppia con due figli minori); obiettivo da conseguire gradualmente e comunque entro tre anni dall’avvio di applicazione del piano, in parte adottando una progressività delle aliquote fiscali più in linea con la media dei paesi europei ed in parte con le risorse rivenienti dalla lotta all’evasione fiscale condotta in forma più incisiva.


Risorse da investire: dieci miliardi (al netto del reddito di cittadinanza) per anno da rivalutare in base ai tassi di sviluppo economico registrati, creando fondi di riserva, nelle fasi economiche più favorevoli, da utilizzare nelle fasi più avverse del ciclo.


Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio e lo sviluppo dell'Italia


Tempi di realizzazione: sei mesi
Impatto sull'economia reale: Alta potenzialità (AAA)


 


II LINEA D’AZIONE
LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE


 


Obiettivi strategici:
• Riprogettare la Pubblica Amministrazione in chiave moderna, trasparente ed integra, in modo che possa svolgere la propria missione di fornire ai cittadini e alle imprese un insieme di servizi capaci di rispondere in modo organico e completo alle loro aspettative, sia sotto il profilo della tempestività che dell’efficacia, tendendo a ridurre e ad eliminare gli ostacoli e gli oneri burocratici e facilitando in tal modo le condizioni di vita e l’ambiente economico.


 


Obiettivi operativi:
• Raggiungere i livelli dei primi cinque paesi per qualità ed efficienza della PPAA: Svezia, Svizzera Malta, Danimarca e Olanda, secondo l’EPSIS – European Public Sector Innovation Scorebord.


 


Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo privato per elaborare un piano organico di snellimento ed efficientamento dell’apparato pubblico, prendendo a riferimento i modelli esteri più virtuosi; successivamente istituire una authority per guidare la corretta applicazione del piano nei tempi e nei modi stabiliti, avvalendosi di esperti esteri. L’authority deve essere dotata di poteri di intervento adeguati per conseguire gli obiettivi assegnati e riuscire a portare entro cinque anni la P.A. italiana tra le prime cinque best-practice internazionali.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• ridurre da 20 a 8 le Regioni e mettere comunque a fattor comune tutte le attività amministrative che possono determinare economie di scala e di scopo;
• ridurre da 16 a 8 i ministeri ed affidare molte delle loro competenze alle authority per assicurare in alcuni comparti stabilità nelle politiche di intervento presenti nel “piano per l’Italia”;
• dotare l’authority di adeguati poteri (una delega ad hoc) che individui ed elimini con sistematicità tutti gli eccessi di burocrazia presenti in tutti gli enti centrali e locali e renda le attività amministrative pubbliche estremamente semplici ed in linea con le migliori esperienze internazionali in ogni campo di attività;
• adottare il modello francese della amministrazione di missione che raccoglie intorno ad un nuovo progetto le diverse strutture pubbliche coinvolte e le rende tutte corresponsabili della sua realizzazione;
• snellire drasticamente le strutture della P.A. e le loro funzioni eliminando tutte le strutture e gli enti non strettamente necessari; destinando le risorse eccedenti a funzioni di elevata utilità sociale previste nel piano;
• eliminare, liquidandole, tutte le società di emanazione pubblica non strettamente necessarie, destinando tutto il personale in eccesso allo svolgimento di servizi di pubblica utilità previste nel piano;
• stabilire per legge i tempi massimi delle singole attività amministrative della PA per dare certezze solide ai cittadini e alle imprese nello svolgimento delle pratiche amministrative;


• i controlli sulle attività amministrative delle imprese da parte degli enti preposti devono essere improntati al principio dell’elasticità e devono essere finalizzati a preservare e a favorire lo sviluppo delle imprese; inoltre devono avvenire con tempi concordati con l’authority al fine di non intralciare le attività d’impresa;
• classificare tutte le attività amministrative di carattere economico secondo una scala di complessità burocratica per intervenire sistematicamente su quelle più critiche;
• investire nelle capacità del capitale umano con progetti formativi mirati e alzando le barriere di qualità d’ingresso;
• individuare il personale improduttivo o scarsamente produttivo e applicare azioni di penalizzazione economiche e di avvicendamento funzionale e geografico;
• combattere la corruzione a tutto campo, introducendo adeguate iniziative di prevenzione del fenomeno; come ad esempio prevedendo che tutte le procedure di gara per gli enti vengano affidate a organismi esterni alle PP.AA. all’uopo abilitati e scelti a sorte, di volta in volta, dall’authority; e avvicendando con frequenza il personale che occupa posizioni sensibili nelle attività amministrative;
• nessuna iniziativa economica deve richiedere più di cinque autorizzazioni amministrative per essere avviata;
• nessuna valutazione per autorizzare una iniziativa economica deve essere di carattere puramente soggettivo; nessuna funzione o funzionario deve avere una possibilità discrezionale di interdizione delle iniziative economiche;
• le procedure autorizzative che prevedono il coinvolgimento di una pluralità di enti devono prevedere un tempo massimo per la concessione dell’autorizzazione di due mesi; entro tale periodo se un ente non ha definito la propria posizione l’autorizzazione deve intendersi definitivamente concessa; tutte le eventuali osservazioni rilevate dagli enti devono contenere le proposte di modifica in modo tale da rendere operative le autorizzazioni entro 15 giorni; nessuna osservazione potrà essere pretestuosa e impedire di fatto la realizzazione dell’iniziativa; la normativa di riferimento deve comunque ispirarsi pienamente a quelle dei paesi più liberali;
• l’Authority deve assicurare che le pratiche amministrative devono essere evase nei tempi standard stabiliti e comunque deve assicurare che il nostro paese si ponga tra le prime cinque best-practice internazionali;


• avviare un vasto piano di riqualificazione e razionalizzazione della sanità pubblica per portare gli standard qualitativi ai migliori livelli esistenti in Europa e rendere omogenea la qualità e l’efficienza del servizio su tutto il territorio nazionale;


• mettere in competizione le PP.AA locali individuando sistemi di incentivazione affinché gli enti diventino veri veicoli e motori dello sviluppo territoriale;
• costituire un fondo per alimentare investimenti pubblici da destinare alle PP.AA. più virtuose, sotto il profilo della semplificazione burocratica, valutate dall’authority sulla base di parametri predefiniti; prevedere inoltre fonti di finanziamento aggiuntive a chi denota i migliori interventi di sviluppo economico sul proprio territorio;
• effettuare indagini di customer satisfaction sulle PP.AA. nei settori di attività principali acquisendo le valutazioni di cittadini ed imprese e utilizzarle ai fini incentivanti nella distribuzione dei trasferimenti statali;
• concedere ai dirigenti, funzionari ed impiegati pubblici che hanno realizzato le migliori performance (stabilendo criteri molto selettivi) premi economici e benefit vari su base individuale con modalità predefinite, e da erogare sotto il controllo dell’authority;
• premiare il personale particolarmente produttivo con avanzamenti di carriera non standardizzati;
• stabilire il principio secondo il quale nessun acquisto di beni e servizi deve avvenire se non ci sono le condizioni per effettuare i pagamenti entro 60 giorni;
• i termini di pagamento per acquisti di beni e servizi della PP.AA. devono essere realizzati tendenzialmente entro 30 giorni e in nessun caso superare i 60 giorni; tutti i debiti arretrati devono essere onorati a prescindere dagli impatti sulla finanza pubblica;
• ogni PA deve essere valutata sistematicamente in termini di avanzamento tecnologico; tale misurazione deve avvenire mettendo a confronto istituzioni affini presenti nei paesi europei più avanzati; ogni PA deve aver un piano di sviluppo tecnologico definito nei tempi e nelle risorse necessarie per colmare il gap con l’amministrazione estera di riferimento.


Risorse da investire: cento milioni per ogni anno di attuazione del piano
Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio e lo sviluppo dell'Italia
Tempi di realizzazione: sei mesi
Grado di rilevanza: irrinunciabile
Impatto sull'economia reale: Alta potenzialità (AAA)


 


III LINEA D’AZIONE
LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA CIVILE


 


Obiettivi:
• Raggiungere in tempi brevi i livelli di efficienza presenti nei paesi europei che vantano le migliori performance.


 


Modalità d’intervento:
• Costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e da esperti del mondo privato per elaborare un piano organico che porti in tempi brevi la giustizia civile a funzionare con l’efficienza esistente nei migliori paesi europei, avvalendosi di esperti esteri ed individuando dei modelli esteri virtuosi di riferimento. Creare un’authority di indirizzo e monitoraggio dotata di tutti i poteri necessari a realizzare gli obiettivi di efficientamento e che sia in grado di intervenire per rimuovere eventuali situazioni anomale con tempestività.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• intervenire sia dal lato della domanda (riduzione delle cause da sottoporre a giudizio) sia dal lato dell’offerta dei servizi (procedure, organizzazione, incentivi/disincentivi per i giudici, numerosità personale impiegato);


• dare certezza dei tempi dell’azione giudiziaria in linea con quelle presenti nei paesi più virtuosi attuando tutti gli interventi necessari;
• estendere la durata dei tempi giornalieri per la discussione della cause dalle ore 8 del mattino fino alle ore 20 della sera (attualmente la discussione si chiude alle 14);
• definire dei meccanismi che assicurino una veloce e proficua collaborazione informativa tra uffici giudiziari, anche per trasferire la competenza dei fori in presenza di errori materiali commessi dai ricorrenti;
• introdurre il risarcimento del danno al cittadino per i ritardi dell’attività giudiziaria con meccanismi di agevole applicazione;
• individuare i benchmark di riferimento esteri per ogni ramo giudiziario per mutuare nei nostri sistemi processuali le migliori esperienze;
• dotare i tribunali di supporti tecnologici avanzati;
• erogare incentivi attraenti ai magistrati e al personale delle strutture giudiziarie che presentano i migliori progressi nella velocità di amministrazione dei processi;
• la giustizia amministrativa deve essere messa in condizione di emanare le proprie sentenze entro il termine massimo di un mese sui contenziosi in cui viene stabilito dall’authority un livello di interesse economico rilevante e di massimo tre o quattro mesi per tute le altre;
• investire nel sistema carcerario per renderlo più adeguato agli standard di un paese avanzato ed introdurre provvedimenti che rendano certa l’applicazione e la durata della pena per chi delinque;
• avviare un processo di semplificazione dell’ordinamento giuridico eliminando i 2/3 delle leggi vigenti.


Risorse da investire: un miliardo aggiuntivo rispetto alle somme attualmente stanziate in forma ricorrente
Fonti di finanziamento: fondi per il rilancio e lo sviluppo dell'Italia
Tempi di realizzazione: sei mesi
Impatto sull'economia reale: Alta potenzialità (AA)


 


IV LINEA D’AZIONE
RILANCIO DELLA SCUOLA, DELLE UNIVERSITA’ E DEL SISTEMA DI ISTRUZIONE


 


Obiettivi:


• Portare la capacità formativa della scuola italiana e delle università italiane ai primi posti nel mondo.

Modalità d’intervento:
• Costituire un gruppo di lavoro composto da esperti del governo e da esperti provenienti dall’estero per elaborare un piano organico ed articolato, successivamente costituire una authority che guidi la corretta applicazione del piano nei tempi e nei modi previsti e che abbia l’obiettivo strategico di portare la scuola italiana nell’arco di tre anni ai migliori livelli mondiali.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Individuare i benchmark di riferimento esteri per ogni ramo di formazione scolastica per mutuare nei nostri sistemi di formazione le migliori esperienze;
• prevedere per i responsabili delle unità scolastiche stage all’estero per acquisire i know how necessari a migliorare i nostri sistemi formativi;


• introdurre meccanismi chiari di valutazione dell’efficacia formativa di tutte le scuole e delle università italiane;
• introdurre sistemi incentivanti che consentano di accrescere la dotazione di risorse per le scuole e le università che presentano le migliori performance in termini di progressi organizzativi e di efficacia formativa;
• individuare sistemi incentivanti per i docenti più performanti da erogare su base individuale sotto il controllo dell’authority (es. bonus in denaro fino al 40% della retribuzione fissa);
• concedere fringe benefits fiscali a tutti i docenti delle scuole che si sono classificati tra i primi posti per performance realizzate a livello provinciale (es. esenzione IVA su acquisto di beni e servizi);
• sottoporre a percorsi formativi obbligatori tutti i docenti che non hanno realizzato livelli di performance sufficientemente adeguati;
• avviare un piano di riqualificazione e ammodernamento delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado per portarle, entro cinque anni, ai livelli dei migliori paesi europei;
• portare gli stipendi dei docenti entro quattro anni ai livelli medi dei primi cinque paesi europei;
• portare a conoscenza dei docenti e degli studenti le analisi degli organismi internazionali sulla qualità della scuola italiana e aprire un dibattito sul tema per realizzare gli opportuni miglioramenti;
• nelle zone ad alta densità di attività criminali introdurre materie per analizzare il fenomeno e le regressioni che la criminalità provoca sulla società e sulla vita delle persone.


Risorse da investire: 2,5 miliardi di nuove risorse in forma permanente
Fonti di finanziamento: fondi per il rilancio e lo sviluppo dell'Italia
Tempi di realizzazione: tre mesi
Impatto sull'economia reale: Alta (AAA)


 


V LINEA D’AZIONE
LA RIFORMA FISCALE



Obiettivi:
• Migliorare il rapporto tra il fisco e i cittadini e le imprese e procedere verso una concreta esemplificazione normativa conforme alle migliori esperienze europee e mondiali.


 


Modalità d’intervento:
• Costituzione di un gruppo di lavoro formato da esperti del governo e di esperti nominati da istituzioni non governative per elaborare un piano di intervento che sia in grado di realizzare gli obiettivi prefissati; successivamente sarà istituita una authority che guiderà l’attuazione del piano nei tempi e nei modi previsti, avvalendosi di esperti esteri. L’obiettivo dell’authority deve essere quello di elaborare un piano che consenta al nostro paese di avere un sistema fiscale che si ponga per efficienza e semplicità tra quelli dei migliori paesi al mondo.


 


Interventi specifici:
(prime proposte)
• Ispirare tutta l’attività di riscossione alla collaborazione con il cittadino e (prime proposte) non alla sua vessazione;
• ridurre il contezioso tributario elevando il valore delle controversie risolvibili mediante la “mediazione tributaria” a 200.000 euro;


• istituire un testo unico delle imposte per ridurre al minimo il numero delle normative esistenti ed ottenere il massimo della chiarezza e della trasparenza possibile;
• prevedere i controlli fiscali volontari da esperire obbligatoriamente per mettere tutte le imprese che lo desiderino al riparo da rischi futuri di oneri fiscali imprevisti o in alternativa prevedere un concordato triennale fiscale a titolo oneroso che immunizza dai controlli per tale periodo da concedere su richiesta delle imprese;
• emanare gli atti normativi secondari in tempi assolutamente certi e vietare l’uso del rinvio ad “altri atti normativi secondari”;
• prevedere per le start-up e altri settori sensibili il ricorso su base individuale alla pianificazione fiscale preventiva, consentendo di pagare un importo fisso su un reddito atteso concordato con il fisco e per un periodo definito in modo tale che le imprese si focalizzino solo sulla produzione;
• giungere a determinare una progressività fiscale in linea con le esperienze europee e mondiali che registrano livelli di benessere sociale e di civiltà elevati;
• rivedere il sistema delle agevolazioni fiscali (tax-expentitures) destinate alle famiglie, alle imprese e ai consumi (attualmente circa 700 con una perdita di gettito pari a 250 miliardi di Euro) in modo tale da ottenere a parità di gettito una maggiore competitività del sistema produttivo; il risultato potrebbe essere ottenuto innalzando alcune aliquote sull’IVA agevolata e alleggerendo il carico fiscale sui redditi bassi e sul lavoro.


Risorse da investire: trecento milioni
Fonti di finanziamento: fondo per il rilancio economico e lo sviluppo dell'Italia
Tempi di realizzazione: tre mesi
Impatto sull'economia reale: elevata potenzialità (A)


 


(continua)