Migliaia di poveri per colpa di Zonin: ma il banchiere se la spassa in via Montenapoleone

La Banca Popolare di Vicenza ha mandato sul latrico tanta gente, lui è sotto inchiesta. Possibile assistere a queste provocazioni?

Zonin in via Montenapoleone

Zonin in via Montenapoleone

Fabio Zanuso 29 giugno 2017

Eccolo qui, senza vergogna, dopo aver spedito sul lastrico migliaia di risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza, il signor Zonin se la spassa con la consorte in Via Montenapoleone.
Immagino i brividi lungo la schiena dell'esercito di truffati, penso alle 600 filiali che verranno chiuse entro la fine del 2018, e nel mentre prometto che non acquisterò mai in questa vita una bottiglia di vino Zonin, oddio, vino, meglio sarebbe chiamarlo solfito di sodio.
Possibile che non ci sia un cavillo da sfruttare per far risiedere obbligatoriamente il tale presso la sua supervilla? Così, giusto per evitare di assistere a questi scempi.
Possibile che nessun magistrato intervenga? Così da non far crescere a dismisura il grado di incazzatura dei truffati.
Aggiungo che io non sono mai stato cliente di quella banca, ciò non toglie che conosca svariate persone che lo sono state, e altre che lo sono tuttora, in qualche caso pure di gente ignara delle perdite subite, in quanto troppo anziani per resistere al dispiacere, con i figli che devono, giocoforza, nascondere la verità all'ottuagenario genitore.
Almeno Craxi evitò via Montenapoleone per svicolarsi ad Hammamet.
La faccia tosta di Zonin lo supera di molte lunghezze.