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Boeri si scaglia contro le pensioni d'oro: l'Italia non è un paese equo

"Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati"

Tito Boeri
Tito Boeri

globalist

11 Settembre 2016 - 16.16


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“Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia – ha detto il presidente dell’Inps intervistato da Presadiretta per la puntata di domani sera – è quello dell’equità e non quello della sostenibilità finanziaria del nostro sistema pensionistico”. 

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“Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone. Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, – si chiede quindi Boeri – non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo rendere, alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione, per esempio andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di età prima della pensione che sono in condizione di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico. Ecco sono tutte operazioni che si possono fare in questo ambito. Legare contributi e prestazioni, questo è il vero problema di fondo”.

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Alla proposta di Boeri ha risposto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Tommaso Nannicini, confermando la posizione del governo, contraria a mettere le mani sulle pensioni già in essere. “Il rischio di mettere le mani nelle tasche sbagliate è troppo grosso. Abbiamo deciso di fermarci”, spiega. “Questo tipo di ricalcoli non sono semplicissimi – sottolinea – richiedono molte ipotesi e molti dati. E devi stare molto attento perché non si riesce a fare con il bisturi del chirurgo questa distinzione un po’ intellettualistica. Proprio perché è difficile fare queste ipotesi, avere i dati necessari per farlo, rischi di fare danni. Rischi davvero di tagliare pensioni alte ma meritate, oppure di toccare pensioni che sono generose rispetto ai contributi versati ma sono basse”.

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