False fatture per un milione di euro: in manette Ricucci e Coppola

Per Stefano Ricucci e Mirko Coppola l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Roma.

Stefano Ricucci
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20 Luglio 2016 - 10.03


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Guai in vista per Stefano Ricucci e Mirko Coppola. Ancora.  I finanzieri del Comando provinciale della guardia di finanza di Roma, hanno arrestato, questa mattina, gli imprenditori romani Stefano Ricucci e Mirko Coppola.
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma, per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, su richiesta della procura dopo indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma.
Fatture false. Secondo gli inquirenti, le fatture false, per importi complessivamente superiori al milione di euro, sarebbero state, per Ricucci, lo strumento per ottenere un’ingente liquidità finanziaria.

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Dieci anni fa Ricucci aveva scontato quasi tre mesi di carcere a Regina Coeli. Esponente di spicco della nuova finanza italiana, era stato arrestato perché, per i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, sussistevano i pericoli di inquinamento delle prove e di reiterazione del reato in relazione alla collocazione delle sue quote del pacchetto azionario Rcs.
Con l’immobiliarista, accolto a Regina Coeli dai detenuti al grido “dacce i soldi”, furono arrestati, ma per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, anche un militare della finanza, il brigadiere Luigi Leccese, un ex colonnello dell’esercito, Vincenzo Tavano, e l’imprenditore Tommaso Di Lernia. Tutti sono in libertà.

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