Spesa: si consuma meno, ma con più attenzione

Nel carrello si trovano i nuovi valori degli italiani. Cresce il risparmio (+1,4%) ed esplodono i settori "schierati": il bio, il vegetariano e l'etnico

Desk2 3 settembre 2014
Una mano al portafoglio e un'altra sulla coscienza. La crisi economica ha cambiato il modo di consumare degli italiani. Secondo quanto emerge dal Rapporto "Consumi & Distribuzioni" delle Coop ci siamo fermati sul bordo del precipizio. E questo rischio ha innescato qualche cambiamento.



D'altronde, in dieci anni le famiglie hanno perso in media 2.700 euro all'anno e il segno meno redditi delle famiglie è dell'1,4% (con il potere d'acquisto sceso del 10%). Cadono così degli status symbol, come l'automobile, le uscite al cinema, al teatro o allo stadio, e nascono (o si riscoprono) nuovi valori, come il risparmio (aumentato dell'1,4%), la condivisione e la "frugalità". È questa la parola chiave scelta da Coop per sintetizzare la diminuzione degli spostamenti nel tempo libero, l'acquisto dei vestiti, di tabacco e il gioco. Il 17% degli italiani condivide l'auto (sono 200 mila i noleggi mensili a Milano, con Enjoy e Car2Go), si divide la casa (15%), l'abbigliamento (21%) e gli oggetti di elettronica (25%). Oltre alla più trendy "sharing economy", si riscopre "il noleggio" e "l'uso" invece del possesso. Sono tre i motivi che spingono al risparmio: il futuro dei figli (sempre meno, 1,27 a famiglia, ma sempre più importanti); per l'acquisto della casa, che resta un bene su cui investire e per il timore di perdere il lavoro. Certo, il clima di sfiducia resta: il 77% degli italiani si sente in un Paese che naviga in cattive acque: il dato peggiore di tutta l'Europa.



Il cibo: la grande passione degli italiani. Quando gli italiani decidono di mettere qualcosa nel carrello, lo scelgono con attenzione. Il consumo registra comunque un piccolo segno positivo: +0,2%, dopo una perdita di spesa di 100 miliardi di euro dall'inizio della crisi. E scelgono in quale ambito spendere: l'alimentare si prende il 18%, il 4% in più rispetto alla media europea. A trainare il settore sono delle nicchie di mercato ora esplose. Il boom del bio, cresciuto di dieci punti in un anno, vale solo nella grande distribuzione 700 milioni di euro. Si dichiarano vegetariani il 7% della consumatori e il settore genera il 18% in più nei fatturati della grande distribuzione, mentre la carne segna un meno 10%. In negativo anche i consumi di pesce (-15%), frutta (-12%), pane e cereali (-14%). Al contrario, il cibo etnico cresce del 10%. Lato negativo: sono ancora un prodotto caro, 4 italiani su 10 dice di non poterselo permettere perché troppo cari o difficili da trovare. Bene anche il made in Italy: il buon cibo attrae anche gli stranieri, che spendono il 65% degli altri anni, una spesa media di 103 euro al giorno. A diffondere la "foodmania" ci hanno pensato anche i reality show a tema culinario: otto telespettatori su dieci si sono rimessi ai fornelli dopo aver visto Masterchef.



La casa: un valore fondamentale. La casa è l'ambito che in media si mangia il 40% del reddito (in affitto, mutui, utenze), la fetta maggiore. Ma, appunto, la casa è un valore: è il luogo dove si passa più tempo, l'ancora di salvezza anche nel caso in cui lavoro dovesse non esserci più. Se il settore è tra i più in rosso d'Italia, nell'ottica delle famiglie c'è un lato positivo: i prezzi sono scesi del 10%. E così si torna a sognare la proprietà.



Un Paese sempre connesso: pro e contro dell'esplosione di internet. La rivoluzione di internet è arrivata al culmine con la tecnologia mobile: sono 60 milioni i device connessi (12,3 acquistati nel 2013). Il mercato digitale in Italia ha un giro d'affari di 65 miliardi e i consumi sono all'anno 29 miliardi. In cima alla lista dei prodotti tecnologici acquistati dagli italiani c'è lo smartphone (45 milioni in Italia): +4% delle vendite, con un mercato di 3,7 miliardi di euro. Anche la forte connettività degli italiani ne ha cambiato i consumi. Internet è il mare dove cercare informazioni sui prodotti, dove acquistare a minor prezzo (in 4 milioni l'hanno utilizzato negli ultimi tre mesi), dove fruire di intrattenimento gratuito. Così invece che andare al cinema, i film si guardano in rete, così come la musica si ascolta in streaming e non si acquista.