La distribuzione della ricchezza e il coefficiente di Gini

Parliamo della disuguaglianza e di quali conseguenze devastanti comporta nella nostra società. E lo facciamo con numeri ed esempi. [Valerio Bartolini]

redazione 24 gennaio 2016
di Valerio Bartolini



Quando si parla di disuguaglianza di solito il tutto viene ridotto a macchietta e se qualcuno invoca una minore disparità di reddito tra gli individui viene immediatamente catalogato come uno statalista fannullone non produttivo e non competitivo.


Anzitutto cosa è la disuguaglianza e come si misura?


La disuguaglianza riguarda la distribuzione della ricchezza e si misura mediante il coefficiente di Gini che può assumere valori compresi tra 0 e 1: nel primo caso avremo la stessa ricchezza per tutti (nessuna disuguaglianza) nel secondo uno ha tutto e gli altri niente (massima disuguaglianza).


Fin qui nulla di strano, tutti a parole invocano un mondo più equo ma quali sono le reali conseguenze delle disparità di reddito?


Quando l’ho scoperto sono rimasto molto sorpreso, sono le più disparate e a volte nemmeno intuitive.


I grafici sono stati estratti da QUESTO sito. Cliccaci sopra per ingrandirli.








Amo i numeri e soprattutto i grafici, senza i dati nessuna analisi è possibile e si ricade nel luogo comune.


In questo caso le cifre sono particolarmente eloquenti e alcune cose saltano immediatamente all’occhio:



  • I tanto blasonati Usa hanno numeri da terzo mondo

  • La cara e vecchia Italia non è poi così male

  • I paesi che ne escono vincenti sono i nordici e il Giappone che condividono un efficiente welfare

  • I paesi che ne escono perdenti sono i paesi anglosassoni con un’impostazione liberista


Socialista! Comunista! Marxista! Vi diranno se provate a mostrare questi grafici in giro, in realtà la lettura dei dati ha a che vedere solo col funzionamento del cervello e non ha niente in comune con la propria appartenenza politica.


Andiamo a vedere se la correlazione tra liberismo e disuguaglianza è riscontrabile in altre sedi: come sappiamo negli Usa, dopo l’insediamento di Reagan (1981-1989) si ha una netta virata verso il liberismo mentre nel trentennio post-bellico le democrazie occidentali più avanzate condividevano un approccio di tipo keynesiano in ambito economico, ovvero capitalistico ma con lo stato a disciplinare (ove necessario) i difetti dei mercati che invece poi si sono scoperti essere divinità infallibili (sic!).


Indice di Gini negli Stati Uniti

Fonte [url"Il Fatto Quotidiano"]http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2015/04/gini.png[/url]


Come è facile vedere l’indice di Gini negli states ha un’impennata negli anni ’80 e non accenna a diminuire in quelli successivi indipendentemente dal colore dei governi.


Americani incarcerati




In quest’altro grafico si mostra il numero di americani incarcerati che impenna negli anni ’80, per cui o gli Americani sono diventati improvvisamente molto cattivi oppure l’aumento delle disparità socio-economiche non fa che aumentare il numero dei disperati costretti a delinquere per sfamare la propria famiglia.


Per avere un’idea migliore della disuguaglianza nel mondo consiglio la visione di questo video



Ora abbiamo capito quanta disuguaglianza c’è e quali conseguenze devastanti comporta nella nostra società e soprattutto che i governi che si sono succeduti dopo gli anni ’80 hanno perseguito di fondo le stesse politiche liberiste semplicemente cambiando casacca di volta in volta.