Goinsardinia: che cosa è capitato nella vicenda dei traghetti bloccati?

Vicenda Goinsardinia, capiamo meglio cosa è capitato. Intervista ad Antonio Taras, socio di Goinsardinia

redazione 3 settembre 2014

di Giovanna Casagrande

[b]Antonio Taras lei è fra i soci della Goinsardinia, quale è stata la motivazione che l’ha spinta a dare il contributo a questa impresa?[/b]

Premetto che sentendomi sardo al 100% e non italiano (non perché odio l’Italia e gli italiani ma perché è un dato di fatto che storicamente, culturalmente e geograficamente la Sardegna non centra nulla con l’Italia) ho visto questo progetto come primo esempio di sovranità sulla nostra terra e, poiché di fatto siamo un’isola, non capivo il perché non avessimo le redini del trasporto marittimo e aereo. Goinsardinia non è una società che vuole contrastare le altre compagnie ma contribuire ad aumentare l’industria turistica in Sardegna. L’idea di unire tutte le attività turistiche, e non, della Sardegna in questo progetto ci porterebbe ad essere in vantaggio su tutte le altre compagnie di navigazione. Se ci ragioniamo bene noi, uniti, saremo sempre in vantaggio rispetto alle classiche (monopoliste e che hanno fatto cartello) compagnie di navigazione perché noi siamo proprietari delle nostre strutture ricettive, campeggi, ristorante, bar, ecc e quindi il nostro fine è quello di far arrivare turisti con più soldi in tasca (non lasciandoli sul traghetto) e fare in modo che si divertano nella nostra isola incrementando la nostra economia.


[b]L’anno scorso la GIS ha lavorato senza problemi?[/b]

I problemi ci sono sempre stati. Lo scorso anno è stata una vera e propria avventura finita quasi bene se non ci fosse stata la rottura del motore della Kriti II i primi di settembre quando dovevamo trasportare migliaia di turisti. Sempre una nave inaffidabile dell’Anek che ha incominciato a dare problemi da metà agosto 2013. L’anno scorso, a causa delle riprotezioni dei passeggeri sulle altre compagnie, ci è costato alcune centinaia di migliaia di euro che abbiamo pagato noi anche se i problemi erano della nave difettosa. I problemi non sono della Goinsardinia ma sono dovuti all’Anek che ha navi non affidabili.


[b]I passeggeri della GIS nelle loro testimonianze denunciano ritardi e criticità già dai primi di agosto, come mai la situazione è precipitata nel modo che sappiamo?[/b]

I ritardi sono dovuti alla rottura di 1 dei 4 motori. Si è constatato che la rottura del motore è stata causata da carburante sporco che è entrato nei filtri intasandoli e danneggiandoli.
Prima pensammo fosse a causa di carburante sporco caricato durante l’ultimo rifornimento, solo in seguito è stato appurato che c’ è stata una cattiva manutenzione dei serbatoi da parte dell’Anek che non li aveva puliti in modo adeguato, ciò ha causato l’ aspirazione dal fondo di materiale residuo molto denso.
Questo fatto ha causato molti danni economici e di immagine alla GIS e la colpa è solo della compagnia Anek. Abbiamo pagato le riprotezioni sulle altre navi, perdendo parecchie prenotazioni sulla nostra visto che dovevamo pagare il danno recato.


[b]Molti passeggeri denunciano che la GIS non ha fatto in modo che gli stessi subissero il minor disagio possibile, alcuni parlano di disparità di trattamento, non eravate preparati a una eventualità negativa?[/b]

Siamo sempre stati attenti a trattare i passeggeri come persone e non numeri. La nostra economia è proporzionale alla loro felicità, figuriamoci se ci faceva piacere avere questi problemi. Abbiamo fatto di tutto per creare meno disagi possibili ai passeggeri. Alcuni di noi soci hanno collaborato personalmente al call center per rispondere al telefono e rassicurare le persone.
Fortunatamente o sfortunatamente abbiamo avuto un tale successo che migliaia di persone si erano prenotate sulla nostra nave e quindi, nel momento in cui abbiamo avuto dei problemi che, sottolineo non dipendono da causa nostra, ma della nave di proprietà dell’Anek, abbiamo avuto migliaia di problemi con le riprotezioni.
Se facessimo un esame e ci chiedessimo chi ha guadagnato da questa operazione “Stop Goinsardinia” che risposte potremmo darci? L’assessore ai trasporti della regione Sardegna ha subito dichiarato che non dovevamo improvvisarci armatori e che avrebbe risolto subito lui i problemi riproteggendo 7.000 passeggeri su Tirreni. L’assessore Deiana è stato, e forse lo è ancora, consulente Tirrenia e quindi si possono trarre subito le conclusioni.
La lettera del presidente Scano è stata una richiesta d’aiuto per un consorzio che dopo questa stagione estiva con pochi turisti (giugno e luglio) si trovava ad avere i soldi contati per il carburante. Tenga conto che molti soci hanno messo ulteriori soldi per risolvere il problema. Ci sono stati anche alcuni dipendenti Goinsardinia che hanno messo denaro loro per poterci consentire di fare carburante. La nave costa 65 mila euro al giorno e nei mesi di giugno e luglio non abbiamo avuto le prenotazioni previste per cui con i soldi delle prenotazioni di agosto abbiamo pagato nave e dipendenti, oltre 50, per i mesi di giugno e luglio.
Premetto che avevamo già dal mese di febbraio la GIS aveva 15 dipendenti, considerando che Goinsardinia è composta da 200 aziende sarde e che, mediamente, ogni azienda ha alle proprie dipendenze circa 10 persone, è facile capire l’indotto che c’è alla base del nostro consorzio, circa 2.000 persone lavorano grazie a noi, molte strutture ricettive che erano in procinto di chiudere, grazie a Goinsardinia hanno visto una prospettiva di salvezza, portando un buon risultato nelle loro aziende.


[b]L’informazione non ha contribuito a dare della GIS una immagine positiva ,questo creerà danni per il futuro mettendo a rischio il proseguimento dell’impresa?[/b]

Credo che dovremmo riuscire a gestire la notorietà avuta in questa ultima settimana . Sappiamo di essere nel giusto ed ora milioni di italiani conoscono Goinsardinia,vogliamo riuscire a far capire alla gente chi ha responsabilità e chi è in buona fede, credo che possiamo rafforzare la nostra immagine e dimostrare che se 200 aziende sono riuscite a condizionare le altre compagnie contribuendo a un abbassamento dei prezzi, a incrementare di +12% di turismo in Sardegna, potremmo riuscire, aumentando le aziende in consorzio, ad avere una nostra vera flotta sarda che compete onestamente con tutte le altre.
All’interno della nostra nave si potevano trovare prodotti alimentari e manufatti prodotti in Sardegna e, nel nostro piccolo, abbiamo incrementato le produzioni sarde.
Noi siamo sempre più convinti nella nostra impresa e non abbiamo paura di crescere in tante altre iniziative dove noi sardi saremo protagonisti del nostro futuro.
Rammaricati per il disagio ai passeggeri che l’Anek ha creato dando la colpa solo alla Goinsardinia siamo convinti che quando verrà fuori la verità molti daranno ancora fiducia ad una compagnia nata da sardi per la gente di tutto il modo.

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