Firmato l'accordo Alitalia-Etihad

E' terminato la lunga trattativa durata oltre otto mesi tra i vertici della compagnia italiana e il ceo di Etihad James Hogan.

Desk5 8 agosto 2014

Alla fine è arrivato il via libera all’accordo tra Alitalia ed Etihad. A firmarlo, al termine di una lunga trattativa durata oltre otto mesi, i vertici della compagnia italiana, l’Ad Gabriele Del Torchio e il presidente Roberto Colaninno, e il ceo di Etihad James Hogan. Quello di oggi è il pre accordo, che ora dovrà passare al vaglio della Ue e, una volta ottenute le autorizzazioni, sarà perfezionata in autunno. L’ad di Alitalia, Gabriele Del Torchio, ha commentato con soddisfazione la firma dell’accordo.



«Ce l’abbiamo fatta, dopo tanta fatica, dopo un anno e tante notti di lavoro», ha esultato l’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio. Parole a cui seguono quelle del ceo della compagnia degli Emirati Hogan, che ha detto che Alitalia diventerà «un’azienda più sexy», che esprimerà il «concept» dell’Italia e delle sue attrattive principali, dalla moda al lusso al cibo. Ma, aggiunge, «adesso in questa fase di transazione ci saranno scelte difficili da fare», per arrivare ad un’azienda che «abbia la giusta dimensione». L’investimento di Etihad in Alitalia è di 1,758 miliardi di euro per ristrutturare la compagnia italiana. «Alitalia - ha aggiunto - è adatta ad essere nostro partner ma dal punto di vista finanziario non funziona bene: non ci sono ricette semplici, noi abbiamo un piano triennale per tornare alla redditività. Vogliamo costruire e crescere insieme».



Si apre così una nuova pagina nella storia di Alitalia: l’accordo con Etihad prevede che la compagnia emiratina investa 560 milioni per rilevare il 49% dell’aviolinea e tra gli altri punti, vi sarebbero inoltre il ritorno alla redditività del vettore italiano nel 2017, 7 nuove rotte intercontinentali per arrivare a quota 23 milioni di passeggeri nel 2018.



[b]Il si dei sindacati[/b]



Sul fronte sindacale, ieri notte la Uilt e le associazioni professionali hanno dato l’ok al nuovo contratto nazionale del trasporto aereo e all’intesa sul costo del lavoro che consentirà 31 milioni di risparmi. Un accordo che l’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio ha definito «decisivo» per il futuro.



[b]La protesta resta aperta[/b]



Resta aperto il fronte della protesta che ha mandato in tilt il servizio bagagli all’aeroporto d Fiumicino: entro domenica prossima, se non dovessero verificarsi ulteriori azioni da parte dei addetti ai servizi di terra di Alitalia, dovrebbero essere smaltiti le migliaia di bagagli accumulati da domenica scorsa, conseguenza delle agitazioni spontanee del personale Alitalia. Nello scalo romano una «task force» di 200 unità messa a disposizione dalla società di gestione, Aeroporti di Roma, sta lavorando per «smaltire» i bagagli in giacenza, caricandoli su tir per poi restituirli ai passeggeri. Intanto il presidente del Codacons Carlo Rienzi giudica positivamente l’apertura dell’indagine sul «caos bagagli» da parte della procura di Roma: «Se saranno accertati reati a danno della collettività, i viaggiatori rimasti senza bagaglio chiederanno il conto ai responsabili degli illeciti».



Ieri gli addetti Alitalia, nella giornata della firma dell’accordo con Etihad, avevano annunciato una protesta per tutto il fine settimana, con la possibile presentazione di certificati medici. Protesta bollata come «inaccettabile» dallo stesso Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi e contro la quale si era pronunciato lo stesso Garante degli Scioperi che aveva ipotizzato pesanti sanzioni. Oggi invece, secondo fonti aeroportuali, i dipendenti - quelli il cui turno iniziava alle 7 o alle 8 di stamane - sarebbero regolarmente in servizio. Soltanto una cinquantina di lavoratori - sempre secondo indiscrezioni - si sarebbe assentata dal servizio anche se viene riferito che sono rallentate comunque le operazioni di terra tra cui lo scarico e il carico di bagagli e che si registrano alcuni ritardi nelle partenze.