È lotta ai venditori ambulanti in Abruzzo: lasciateci lavorare

Scattati il 9 di agosto, i controlli sono proseguiti a tappeto per tutto il mese. Spesso i turisti schierati con gli ambulanti. Lunedì e martedì scorso gli abusivi in corteo.

Desk2 23 agosto 2014
Con quello scivolone semantico sui cosiddetti vu cumprà, il ministro Alfano avrà pure scatenato le ire di una fetta d’opinione pubblica; ma sul litorale abruzzese il diktat per la lotta al commercio abusivo sembra sia stato preso proprio alla lettera. A cominciare dal 9 di agosto, quando la direttiva “Spiagge serene” era stata diramata da nemmeno 24 ore e già sul lungomare di Vasto (provincia di Chieti), proprio in mezzo agli stabilimenti balneari, saltava fuori un deposito in cui quindici ambulanti, quasi tutti di origine senegalese, dormivano insieme a 7 quintali di merce contraffatta.



Di lì in poi è stata lotta senza quartiere, con una serie di blitz dislocati per tutto il litorale; controlli che in molti casi hanno finito per dividere la stessa cittadinanza, portando alla luce la solidarietà dei bagnanti oltre all’esasperazione di commercianti che da anni lamentano la concorrenza degli abusivi. Come ad Alba Adriatica (Teramo), dove appena qualche giorno fa un gruppo di turisti ha tentato di ostacolare un’operazione che vedeva impegnati in forze vigili urbani e guardia costiera: e se qualcuno si è limitato a esprimere sdegno verso gli agenti, altri hanno cercato di frapporsi fisicamente tra questi e gli ambulanti, rallentandone e in alcuni casi impedendone l’identificazione. Il tutto mente alcuni bagnini della zona partecipavano attivamente al blitz, schierati dalla parte dei vigili.



Un balletto andato avanti per oltre una settimana, tra blitz, multe, vertici in prefettura e appelli di sindaci e prefetti contro il commercio abusivo. E culminato con la protesta di un centinaio di nordafricani, molti dei quali residenti in Abruzzo, che lo scorso lunedì si sono riuniti in un corteo che ha percorso il lungomare “Europa” di Martinsicuro, risalendo poi fino al municipio cittadino, dove sono stati ricevuti dal sindaco Paolo Camaioni. Il quale afferma di aver parlato con loro “a cuore aperto , ribadendo però la posizione del Comune che è quella di uniformarsi completamente alla legge”. “Il commercio abusivo non può più essere tollerato, – ha concluso il sindaco - soprattutto alla luce della nuova direttiva ministeriale”.



Ventiquattro ore dopo la protesta si è spostata ad Alba Adriatica, con un’altra marcia sul lungomare terminata con un sit-in di fronte al Comune: anche qui i manifestanti, stavolta anche più numerosi, sono stati ricevuti dall’assessore all’urbanistica Marco Pilò, che ha cordialmente rigettato la loro richiesta di una sanatoria che desse loro almeno un’ultima settimana di lavoro sulle spiagge. Nel frattempo, in una breve lettera, il gruppo ha voluto chiudere il cerchio, rivolgendosi direttamente ad Angelino Alfano: “Siamo da molti anni in Italia – scrivono i venditori - i nostri figli sono nati qui, e non siamo delinquenti. Abbiamo deciso di non spacciare droga, di non vendere prodotti contraffatti, di non fare i delinquenti, ma così non possiamo lavorare per fare due soldi e sfamare le nostre famiglie. Chiediamo meno controlli, più tolleranza. Siamo consapevoli di non essere in regola con le leggi italiane, ma non facciamo niente di male. Gli ultimi controlli hanno messo sul lastrico diversi di noi. Ci hanno sequestrato tanta merce che adesso non possiamo pagare. L’accanimento nei nostri confronti è forte, maggiore degli scorsi anni e non ne capiamo il motivo”.

“Chiediamo agli amministratori – chiosa il gruppo - di farsi portavoce delle nostre richieste allo Stato italiano e che, a livello locale, vengano concesse autorizzazioni per il commercio itinerante sull’arenile. Quest’anno non sono state rilasciate. Siamo pronti a metterci in regola se ci viene data la possibilità di lavorare». [i](ams)[/i]